20 Settembre 2020
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Ambiente e inquinamento

Lo smog è sempre protagonista e nelle scorse settimane ha fatto notizia con il blocco dei diesel Euro 6 a Roma. Ripercorriamo gli step legali e le norme legate alle emissioni e alle violazioni.

Che cosa prevede la normativa in merito alle emissioni di CO2 e alle misure antinquinamento?

In merito a tale sempre più delicata tematica è necessario, innanzitutto, muovere dalla normativa sovranazionale facendo secondariamente un passo temporale all’indietro. L’Unione Europea, infatti, ha sempre monitorato attentamente la problematica relativa all’inquinamento atmosferico adottando, fin dai tempi risalenti, normative atte a contrastare tale fenomeno.

A tale proposito, si deve partire dalla Direttiva 70/220/CEE adottata dal Consiglio nel 1970 con cui sono state raffrontate le normative che gli Stati membri avevano adottato in relazione alle misure contro l’inquinamento atmosferico prodotto dai gas dei motori ad accensione dei veicoli a motore.

In seguito a tale Direttiva, modificata nel corso degli anni e abrogata nel 2013, si sono susseguite molteplici disposizioni normative in tema di inquinamento, via via più stringenti, le quali hanno iniziato a distinguere i veicoli, ai fini delle limitazioni al traffico urbano, attraverso la dicitura “Euro…” partendo dalla sigla “Euro 0 (per indicare i veicoli immatricolati prima del 1991) fino ad arrivare a quella “Euro 6” (suddivisa, a propria volta, in ulteriori “sottoclassi”).

Queste sigle, tradotte sulla Carta di circolazione, sono prese a riferimento per comprendere se i veicoli siano conformi alle normative europee e, quindi, se possano o meno circolare nelle nostre strade. La normativa di riferimento attualmente vigente è il Regolamento n. 631/2019 che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 delle autovetture nuove e dei veicoli commerciali leggeri nuovi, abrogando i regolamenti (CE) n. 443/2019 e (UE) n. 510/2011.


SONO PREVISTI DISPOSITIVI AD HOC?

“Come detto, essendo le normative antinquinamento piuttosto stringenti, tutte le Case automobilistiche devono ovviamente adeguarsi ai nuovi standard, e ciò a maggior ragione avendo riguardo per le autovetture di nuova omologazione. Nel corso degli anni, in particolare, sono stati valutati una serie di dispositivi utilizzabili al fine di ridurre le emissioni di CO2 e, pertanto, per conformare gli autoveicoli ai parametri legislativi vigenti. Un dispositivo piuttosto noto in tale ambito, a titolo esemplificativo, può essere il c.d. antiparticolato su tutti i veicoli immatricolati a partire dagli anni 2000 e che aiuta a ridurre il rilascio di polveri sottili (come lo stesso nome suggerisce, infatti, tale dispositivo serve proprio a contrastare il particolato, ossia quei residui derivati dalla combustione del gasolio)”.


QUALCHE ACCORGIMENTO ADOTTABILE PER RIDURRE L’INQUINAMENTO AL NETTO DI DISPOSITIVI ARTIFICIALI?

“Come detto, la problematica dell’inquinamento conseguente all’utilizzo delle autovetture è una problematica ben nota e attuale, presa in grande considerazioni dalle autorità e dalle amministrazioni. Si pensi, ad esempio, alle c.d. “domeniche a piedi” in cui le amministrazioni locali vietano la circolazione ai veicoli più vecchi, consentendo il transito solo ai pedoni”.


NON SI E’ PENSATO DI CONTROLLARE PIU’ DA VICINO GLI AUTOMOBILISTI?

“In Lombardia, a dire il vero, l’amministrazione regionale ha pensato ad un dispositivo (c.d. “scatola nera”) da applicare su alcune autovetture più risalenti che ne consente un utilizzo monitorato e che, raggiunti certi limiti, ne impedisce addirittura l’utilizzo. Attraverso tale monitoraggio, peraltro, i proprietari che utilizzino correttamente il proprio veicolo potranno ottenere un eco bonus. Come visto, tuttavia, questo tipo di accorgimento per la riduzione dell’inquinamento prodotto dalle vecchie autovetture è, ad oggi, presente in Lombardia ed ancora in uno stadio iniziale di prova”.


E CHI NON SI ADEGUA?

“Le società automobilistiche, ovviamente, devono adeguarsi alle normative vigenti in materia antinquinamento dovendosi attenere ai livelli di emissioni previsti da tali disposizioni.

Ove così non fosse, invero, tali società saranno obbligate a pagare una sanzione, proprio in ragione del mancato rispetto dei limiti. Senza alcuna pretesa di esaustività, per ragione di sintesi, ci si limita a rilevare che tale sanzione sarà commisurata al livello effettivo della violazione (ad esempio, se una Casa produttrice non rispetta i parametri fissati, la sanzione verrà calcolata sulla base della quantità di emissioni prodotte moltiplicata per il numero di automobili registrate dall’azienda fabbricante). Si precisa tuttavia che, in caso di violazione delle disposizioni vigenti, non saranno solo le società produttrici ad essere soggette alle sanzioni, essendolo anche i cittadini che utilizzino veicoli non conformi alla normativa antinquinamento. Ove, infatti, un cittadino non rispettasse il blocco dalla circolazione imposto da una pubblica amministrazione, lo stesso sarebbe soggetto a una sanzione (il cui range potrebbe andare da euro 163 a euro 658, oltre alla possibilità di vedersi ritirare la patente per un certo periodo di tempo in caso di reiterazione della violazione)”.


ABBIAMO PARLATO DI DISPOSITIVI E ACCORGIMENTO ANTINQUINAMENTO, MA PENSARE AD ALTRE STRADE?

“Come detto in apertura, la tematica in esame è presa in grande considerazione e le soluzioni per evitare l’inquinamento atmosferico, dovuto all’utilizzo di autoveicoli a motore diesel e benzina, vengono costantemente studiate dagli esperti del settore.

Tra le soluzioni alternative per ridurre l’inquinamento si è pensato a quelle c.d. “green” come, ad esempio, i veicoli ibridi o elettrici, che permettono di avere un’automobile con prestazioni elevate, evitando l’elevato costo e l’inquinamento delle auto benzina o a diesel.

L’acquisto di tali autovetture, peraltro, è notevolmente incentivato dagli Stati e dai Comuni i quali, ad esempio, permettono ai veicoli elettrici di entrare nelle zone a traffico limitato, di parcheggiare gratuitamente nelle aree centrali o di avere incentivi (ad esempio sul pagamento del bollo).

A tal proposito, l’Italia, con la Legge di Bilancio 2019, ha previsto il c.d. “eco bonus” per l’acquisto di autoveicoli a basso impatto inquinante immatricolati nel territorio nazionale, mettendo a disposizione 40 milioni di euro da utilizzare entro il 30 giugno 2020”.


IN CONCLUSIONE?

In conclusione il problema, anche se molto sentito, è ancora importante e, oltre agli accorgimenti imposti alle società produttrici e a quelli richiesti ai cittadini, dovrà esserci una sempre maggiore consapevolezza, da parte di tutti gli utenti, del grande impatto che hanno gli autoveicoli sull’ambiente”.



Fonte: Car Carrozzeria

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