19 Settembre 2020
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Diamo i numeri

20 MILIONI

Il senato ha approvato il decreto legge semplificazioni, dal 1° gennaio 2019 del sistema informativo di tracciabilità dei rifiuti pericolosi – Sistri, e la conferma della sempre valida documentazione cartacea di accompagnamento dei rifiuti per il 2019. Nell’emendamento si prevede l’istituzione di un nuovo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, gestito direttamente dal ministero dell’Ambiente e con costi di avvio pari a 1,6 milioni di euro contro i 34 del Sistri, a suo completo carico.

E per chi si era già uniformato? Conftrasporto ha richiesto un fondo a ristoro delle imprese sitenute.

“Abbiamo presentato al Governo una proposta di legge” – ha spiegato Paolo Uggè, vicepresidente di Conftrasporto e presidente della Fai – con la richiesta dell’istituzione di un fondo con un tetto di 20 milioni di euro che possa almeno in minima parte ‘risarcire’ le imprese dell’autotrasporto per le spese sostenute. Se non avremo risposte, ci rivolgeremo a tutte le forze politiche perché si attivino in questo senso. Il Sistri è stato uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali. In otto anni i costi sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato hanno superato i 141 milioni di euro per un sistema che non ha mai funzionato”.

Secondo una stima di Fai-Conftrasporto, ogni impresa di autotrasporto, per adeguarsi al Sistri, ha speso tra i 5 e i 10 mila euro all’anno. Solo l’intervento di installazione e rimozione della ‘scatola nera’, ora praticamente inutile, ha un costo medio di mille euro per ciascun mezzo.


11 MILIONI DI ORE

Investire nelle infrastrutture conviene, sotto tutti i punti di vista. Lo testimonia lo studio condotto sulla A35 Brebemi che mette in luce i numeri connessi alla sua realizzazione che interessa 5 province, 114 comuni, 640 mila abitanti e 250 mila lavoratori. I benefici diretti sono soprattutto quelli economici, con una riduzione del costo del trasporto, ambientali con una diminuzione delle emissioni di CO2 e dell’inquinamento acustico e sociali, con un’incidentalità inferiore.

Per quanto riguarda i benefici indiretti, ha particolare rilevanza la maggiore connessione dei territori che ha impatti positivi sul sistema logistico/produttivo, sull’occupazione generata dai nuovi insediamenti e dalla crescita delle imprese esistenti, sul settore immobiliare con un aumento delle transazioni e, di conseguenza, dei valori immobiliari.

Lo studio, in particolare, stima che in questi primi anni di vita con la A35 Brebemi si sono risparmiate 11 milioni di ore, con una riduzione annuale media del costo del trasporto di 28 euro/veicolo, un beneficio ambientale di 80,5 milioni di euro con minori emissioni di C02, NOx, minore inquinamento acustico e meno incidentalità (meno 6 per cento di incidenti sulle Strade Statali dall’avvio della A35).



Fonte: Vie & Trasporti - n. 827 marzo 2019

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