20 Settembre 2020
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I finanziamenti per arginare il Covid-19

Innanzitutto un chiarimento. Il decreto a cui fa riferimento il lettore si chiama effettivamente “Liquidità”, ma non prevede, come molti hanno pensato, contributi a fondo perduto, bensì nuove opportunità di finanziamento alle imprese e accesso alla garanzia dello Stato.

In particolar modo intendo fare riferimento a tre tipologie di finanziamenti, diversamente attivabili a seconda della grandezza dell’azienda, in termini di fatturato e numero di dipendenti:

1. professionisti, ditte individuali e piccole e medie imprese;

2. imprese con fatturato fino 3,2 milioni di euro a numero di dipendenti fino a 499;

3. imprese di più grandi dimensioni con fatturato fino a 1,5 miliardi di euro e numero di dipendenti fino a 5000.

Professionisti, imprenditori individuali e piccole medie imprese possono accedere un finanziamento pari al 25% del fatturato 2019, con tetto massimo di euro 25.000. Tale finanziamento è garantito al 100% dallo Stato ed è concesso senza alcuna istruttoria da parte delle banche.

Pertanto, per accedere a tale finanziamento, sarà sufficiente una semplice richiesta.

Così almeno è previsto dalla normativa. Le cronache dei primi giorni di applicazione della misura riferiscono di qualche minima richiesta da parte delle banche. Per i primi 2 anni pagheranno solo interessi; il rimborso della quota capitale comincerà dopo 2 anni e verrà effettuato in 6 anni.

L’istruttoria della pratica sarà gratuita e il tasso di interesse si dovrebbe aggirare attorno all’1,2%, anche se poi a conti fatti può toccare punte variabili tra l’1,8 e l’1,9%.

Il modulo (Allegato 4 bis) approvato per inoltrare la domanda prevede l’indicazione dei ricavi 2018 con allegata la dichiarazione dei redditi relativa al 2018 oppure, se previsto, l’ultimo bilancio depositato.

Inoltre, viene richiesto: ULA (unità lavorative annue, fornito dal consulente del lavoro), fatturato e, se disponibile, totale dell’attivo patrimoniale. A mio parere questi dati si riferiscono alla situazione contabile aggiornata al 31/12/2019.

Imprese con fatturato fino a 3,2 milioni di euro e numero di dipendenti fino a 499 possono richiedere un finanziamento pari al 25% del fatturato, con un limite di 800 mila euro. Tale finanziamento è garantito al 100% da Stato e Confidi ma, a differenza del precedente, è concesso solo dopo istruttoria delle banche. E’ necessario, pertanto, che l’azienda sia finanziabile e che rispetti il rating richiesto per l’importo del prestito. Tali imprese, inoltre, rispettando altri parametri, possono chiedere un finanziamento di valore superiore a 800 mila euro fino al limite di 5 milioni.

La terza tipologia di finanziamenti è quella attivabile da imprese di più grandi dimensioni con fatturato fino a 1,5 miliardi di euro a numero di dipendenti fino a 5.000.

Tale finanziamento è garantito al 90% e, come per il precedente, è concesso solo dopo istruttoria bancaria.

A tali finanziamenti si aggiungono le ulteriori agevolazioni riconosciute a livello regionale: contributi una tantum, prestiti agevolati e contributi a fondo perduto. Il più poderoso piano di aiuti arriva dalla Regione Campania che ha previsto bonus di 2.000 euro per le imprese e di 1.000 euro per i professionisti. L’Emilia Romagna affianca i prestiti alle imprese un bonus di 1.000 euro per gli operatori sanitari in prima linea con l’emergenza. Invito, pertanto, a seguire le delibere regionali per verificare le opportunità concesse alle imprese.

L’auspicio è che l’eccesso di burocrazia non diventi un freno anche in questa circostanza. Non tanto per i finanziamenti fino a 25.000 euro, garantiti al 100% dallo Stato, che sembrano avere una procedura abbastanza semplice, quanto per quelli di importo superiore, per i quali sono previste le istruttorie delle banche.



Fonte: Uomini e Trasporti – maggio 2020

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