19 Settembre 2020
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Le frodi assicurative nella RCA: cosa deve sapere l’autoriparatore

I “furbetti” dell’assicurazione approfittano spesso dell’occasione della riparazione della propria auto a seguito di incidente, per farsi riparare anche danni che non rientrano nel risarcimento dell’assicurazione.

A quanti autoriparatori è capitato di imbattersi in clienti che chiedono una riparazione che non ha alcuna attinenza con il sinistro denunciato alla Compagnia assicuratrice?

La risposta appare scontata, dato che per chi gestisce una carrozzeria è normale ricevere richieste del genere che possono riguardare la sistemazione di micro danni preesistenti il sinistro oggetto del risarcimento, fino ad arrivare a avere e proprie alterazioni dei danni effettivamente subiti dal veicolo.

In periodi dei crisi economica e di calo della frequenza sinistri, la decisione di non assecondare eventuali richieste illecite avanzate dal cliente, anche a rischio di perdere il lavoro commissionato, può non essere così facile da prendere, ma rappresenta l’unica soluzione percorribile per non alimentare facili ripercussioni negative.

Il ruolo dell’autoriparatore nelle vicende connesse a fenomeni di frode assicurativa è molto delicato e, se ben gestito, può rappresentare un supporto fondamentale nell’azione di contrasto nei confronti della Compagnia chiamata al risarcimento del danno.


COLLABORAZIONE TRA AUTORIPARATORI E ASSICURATORI

Se da un lato è evidente che non è interesse degli autoriparatori rendersi complici di comportamenti fraudolenti, dall’altro va che rilevato che i carrozzieri rendersi complici di comportamenti, dall’altro va anche rilevato che i carrozzieri potrebbero far valere, anche economicamente, nei confronti del settore assicurativo le proprie competenze nell’intercettazione di comportamenti illeciti. È infatti noto che negli ultimi anni gli investimenti delle imprese assicurative nella lotta alle frodi sono aumentati in maniera esponenziale, soprattutto in considerazione del fatto che le stesse devono giustificare annualmente all’Istituto di Vigilanza (IVASS) le attività poste in essere per contrastare le frodi, quantificandone i risparmi ottenuti.

Sarebbe pertanto auspicabile che tra autoriparatori ed imprese assicuratrici si desse luogo ad un gioco di squadra per combattere questo fenomeno. Gli esiti derivanti dalla consultazione dalle banche dati da parte delle imprese assicuratrici e l’esperienza degli autoriparatori che operano in prima linea, potrebbero infatti far emergere molte situazioni fraudolente o speculative che attualmente continuano a generare risarcimenti con evidente pregiudizio per tutti gli automobilisti sui cui premi assicurativi ricadono tali costi.


RIPARAZIONE A REGOLA D’ARTE

Tale auspicio è stato anche formalizzato nelle linee guida sulla riparazione a regola d’arte, siglata la scorsa primavera tra le principali organizzazioni rappresentative del settore dell’autoriparazioni e delle imprese assicuratrici. Ovviamente le compagnie di assicurazione non possono pensare di non riconoscere incentivi economici a quegli autoriparatori che dovessero dimostrarsi particolarmente proattivi nella lotta alle frodi.

Su quest’ultimo aspetto è auspicabile, da parte delle Commissioni paritetiche, chiamate a dare attuazione alle predette linee guida, la giusta sensibilizzazione nei confronti delle rispettive categorie (imprese assicuratrici ed autoriparatori) per dare effettiva attrazione alla predetta collaborazione.

L’autoriparatore, dal canto suo potrebbe documentare con immagini o video clip autenticati lo stato del veicolo sia al momento della presa in carico che durante le successive fasi dell’intervento ripartivo in modo da dare al liquidatore la possibilità di comprare tali immagini con quelle prodotte dal danneggiato che chiede di essere risarcito.


MA QUANTE SONO IN ITALIA LE FRODI ASSICURATIVE NELLE ASSICURAZIONI AUTO?

Occorre premettere che in Italia l’unico dato statistico che può essere assunto a riferimento per misurare le dimensioni del fenomeno è rappresentato dai dati rilevati dall’Istituto di Vigilanza sulle imprese assicuratrici (IVASS). Sulla base di queste statistiche, frutto di una segnalazione periodica delle imprese assicuratrici ad IVASS si rileva che su 2.813.191 sinistri RCA denunciati alle compagnie nel 2018, il 22,3% sono a rischio frode. Addirittura in Campania il dato medio dei sinistri a rischio frode sfiora il 50%.


MA COSA SI INTENDE PER SINISTRO A RISCHIO FRODE?

Secondo le indicazioni fornite dall’IVASS alle imprese assicuratrici nell’ambito di tale definizione rientrerebbero tutti quei sinistri che nella banca dati gestita dello stesso istituto di vigilanza contengono almeno un parlamento di anomalia (incompatibilità tra danni e dinamica denunciata, esistenza di sinistri progressi in uno stesso lasso temporale, sinistro denunciato nei giorni successivi alla sottoscrizione della polizza, ecc.) ovverosia degli elementi che possono lasciar supporre un tentativo di frode i sinistri classificati “a rischio frode” rappresentano tuttavia un dato sovrastimato a causa dei numerosi “falsi positivi” che vengono rilevati dalla banca dati sinistri gestita da IVASS.

Leggendo le statistiche pubblicate sull’ultima relazione annuale dell’IVASS si rileva che le compagnie di assicurazione svolgano degli approfondimenti solo sul 50% di questi sinistri e che le frodi accertate (quelle che hanno dato luogo al ritiro della denuncia o alla presentazione di una querela) non superano il 10 % del totale dei sinistri, analogamente ai dati di altri importanti paesi europei. Se ci si sofferma sul numero delle querele presente dalle imprese assicuratrici 4.515 (pari allo 0,01% del numero dei sinistri denunciati) si comprende come il settore assicurativo abbia di fatto rinunciato alla tutela penale dei propri interessi preferendo invece raggiungere un risultato più immediato come quello della rinuncia al risarcimento dal parte del frodatore smascherato dall’attività antifrode.

L’azione penale rimane pertanto circoscritta a casi isolati o a situazioni tali da configurare l’esistenza di avere proprie associazioni a delinquere.

Il fenomeno delle frodi, anche se non risulta così allarmante come vogliono far credere le imprese assicuratrici per giustificare l’elevato livello dei premi assicurativi, va comunque contrastato anche perché i suoi effetti economici si ripercuotano indirettamente sul costo delle polizze assicurative.

Il contributo che può essere fornito dagli autoriparatori nella lotta alle frodi assicurative appare pertanto determinante e rappresenta sicuramente un valore aggiunto dall’attività di carrozzeria che non può non avere una sua valenza economica.



Fonte: Io Carrozziere n°8 2019

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