25 Settembre 2020
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Solidarietà. "Acqua in Burkina grazie alla nostra trivella"

Santa Croce (Pisa), 1 settembre 2020 - Torna una trivella in Burkina Faso, presto ci sarà nuova acqua potabile e quindi sostanzialmente vita e dignità, nei villaggi di uno dei Paesi più poveri del mondo. La generosità di un gruppo di aziende e privati del Comprensorio del cuoio ha portato a completare una donazione dal valore di oltre 300mila euro.

Due camion, una trivella, un container con strumentazione, tubature, un compressore e altro nelle prossime settimane partiranno per l’Africa. Partiranno da Santa Croce dove l’azienda del Gruppo Valiani, specializzata in veicoli industriali, commerciali e bus, li ha ultimati (smontati e riadattati alla conformazione del territorio) in vista della partenza. Direzione Togo, poi il viaggio verso il Burkina e quindi arriveranno alla diocesi di Banfora. Poi il via ai lavori. Una donazione resa possibile dalla Fondazione Aurora, dallo stesso Gruppo Valiani, da Acque spa, da una serie di donatori privati, oltre all’impegno di Samminiatese Pozzi e quello, incessante, del Movimento Shalom che ieri ha preso in consegna i veicoli.

Questa sarà infatti l’ottava trivella che il Movimento Shalom porterà in Africa, grazie alla generosità di molte aziende e privati del territorio ma anche e soprattutto della coordinazione dello Shalom, fondato nel 1974 da Don Andrea Cristiani. «È l’ennesima risposta del Movimento Shalom alle richieste che ci arrivano dai Paesi più poveri del mondo – le parole di don Andrea –. Tra chi vuole accogliere senza logica per eccesso di buonismo e chi vuol chiudere i porti e sparare, noi siamo sempre più convinti che azioni concrete come questa rappresentino la giusta risposta ad una situazione sempre più complicata. Aiutare questi popoli a svilupparsi vuol dire promuovere giustizia e contribuire a formarli. Alla base della cooperazione internazionale c’è il principio della solidarietà e il nostro territorio è generosissimo, questa ne è la dimostrazione. Grazie a tutti quelli che hanno contribuito, sia con risorse sia con competenze». La trivella, insieme ai due camion e a tutto il materiale che occorrerà, sono pronti per partire. «Saranno gli operai locali, che abbiamo formato negli ultimi mesi, a realizzare i nuovi pozzi – ha spiegato Vieri Martini, presidente del Movimento Shalom –. Il lavoro per arrivare fino a qui, tra l’individuazione del luogo più adatto dove costruire, l’adattamento dei mezzi a quel territorio e la formazione degli operai in uno scenario di guerra come quello del Burkina, ha richiesto tanto tempo per operare con la massima attenzione ma il ricordo, già vissuto in passato, del getto d’acqua che sorge da quel terreno aridissimo e le danze dei bambini che esultano di gioia è tutto quello che ci spinge ad andare avanti ancora in questa missione».



Fonte: La Nazione

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