18 Maggio 2022
News&Eventi

“Il trasporto delle merci riparta dagli autisti”

Servono dignità del lavoro, strade adeguate e servizi.

Il convegno di Assotir rilancia la necessità del truck village sulla bretella del Cuoio. E poi, "Stiamo lavorando per il collegamento tra FiPiLi e A11"

“Sto lavorando con il presidente Giani per il collegamento tra FiPiLi e A11. Un patto tra i sindaci dell’Empolese Valdelsa e quelli della Valdinievole è stato fatto, e so che l’ufficio tecnico della Regione ha fatto diversi sopralluoghi e ha stanziato fondi per la progettazione”. A dare la notizia è stato Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio, oggi 9 aprile a Santa Croce sull’Arno nel convegno organizzato da Assotir insieme ai trasportatori, con la massiccia presenza di tutte le istituzioni locali e regionali.

Legalità in primo piano come condizione necessaria per la risoluzione di tutti gli altri problemi dell’autotrasporto toscano. Sicurezza, formazione, infrastrutture e aree di sosta e, soprattutto, dignità del lavoro: è una panoramica complessa e completa quella presentata nella tavola rotonda ospitata dal gruppo Valiani, azienda leader nel settore automotive.

A tracciare i principi di fondo che muovono le associazioni di categoria è proprio il padrone di casa, Alessandro Valiani: “La filiera dell’autotrasporto – ha detto – deve essere supportata anche da noi dell’automotive. Perché se le merci girano, è grazie ai trasportatori. Per cui queste aziende devono essere sane”. Poi il focus sulla necessità di contrastare le illegalità per ridare dignità al lavoro: “La concorrenza sleale e l’abusivismo danneggiano tutti. Serve un’area di sosta nel comprensorio del cuoio: non è giusto che un autista debba dormire sulle briciole dove ha mangiato, non è giusto che debba fare la pipì fuori dal camion. È da terzo mondo. Servono servizi, una doccia, un pasto seduto al tavolo, un letto. Dobbiamo ridare dignità a questo lavoro. Per questo abbiamo chiesto almeno 100 o 200 stalli e un motel”.

La dignità del lavoro, però, non sta solo nei servizi e nel riconoscimento di un giusto trattamento: sta anche nella qualità delle strade, “perché – come detto da un lavoratore del settore – dopo 8 o 9 ore di guida la schiena capisce in che condizioni erano le strade”. Al di là delle grandi infrastrutture e degli snodi principali per collegare al meglio i distretti della Toscana, la questione della qualità del manto stradale è stato posto anche dal consigliere di Santa Croce sull’Arno Enzo Oliveri.

Su tutti gli altri temi hanno dibattuto rappresentanti politici e di categoria, in una mattinata è apparsa come il segnale di una decisiva presa in carico dei problemi degli autotrasportatori da buona parte della politica. Le richieste avanzate sono note da tempo, ma mai prima d’ora c’era stata una tale sinergia. O almeno questa è la percezione. Per conto dei trasportatori c’erano i vertici di Assotir: la presidente Anna Vita Manigrasso in collegamento, il segretario generale Claudio Donati e il coordinatore interprovinciale di Pisa Lucca e Massa Maurizio Bandecchi. Al tavolo del dibattito diversi esponenti della politica regionale: dall’assessora alla formazione professionale Alessandra Nardini, ai consiglieri Elena Meini (Lega), Diego Petrucci (Fratelli d’Italia) e Andrea Pieroni (Partito democratico). Presenti anche i sindaci di Castelfranco di Sotto, San Miniato, Santa Croce sull’Arno (in collegamento) e Fucecchio. Tra gli invitati, anche il presidente della giunta regionale Eugenio Giani e gli assessori alle infrastrutture Stefano Baccelli e alla sicurezza Stefano Ciuoffo, “ma non sono riusciti ad essere presenti” ha ricordato Bandecchi.

A tracciare i principi di fondo che muovono le associazioni di categoria è proprio il padrone di casa, Alessandro Valiani: “La filiera dell’autotrasporto – ha detto – deve essere supportata anche da noi dell’automotive. Perché se le merci girano, è grazie ai trasportatori. Per cui queste aziende devono essere sane”. Poi il focus sulla necessità di contrastare le illegalità per ridare dignità al lavoro: “La concorrenza sleale e l’abusivismo danneggiano tutti. Serve un’area di sosta nel comprensorio del cuoio: non è giusto che un autista debba dormire sulle briciole dove ha mangiato, non è giusto che debba fare la pipì fuori dal camion. È da terzo mondo. Servono servizi, una doccia, un pasto seduto al tavolo, un letto. Dobbiamo ridare dignità a questo lavoro. Per questo abbiamo chiesto almeno 100 o 200 stalli e un motel”.

La dignità del lavoro, però, non sta solo nei servizi e nel riconoscimento di un giusto trattamento: sta anche nella qualità delle strade, “perché – come detto da un lavoratore del settore – dopo 8 o 9 ore di guida la schiena capisce in che condizioni erano le strade”. Al di là delle grandi infrastrutture e degli snodi principali per collegare al meglio i distretti della Toscana, la questione della qualità del manto stradale è stato posto anche dal consigliere di Santa Croce sull’Arno Enzo Oliveri.

Su tutti gli altri temi hanno dibattuto rappresentanti politici e di categoria, in una mattinata è apparsa come il segnale di una decisiva presa in carico dei problemi degli autotrasportatori da buona parte della politica. Le richieste avanzate sono note da tempo, ma mai prima d’ora c’era stata una tale sinergia. O almeno questa è la percezione. Per conto dei trasportatori c’erano i vertici di Assotir: la presidente Anna Vita Manigrasso in collegamento, il segretario generale Claudio Donati e il coordinatore interprovinciale di Pisa Lucca e Massa Maurizio Bandecchi. Al tavolo del dibattito diversi esponenti della politica regionale: dall’assessora alla formazione professionale Alessandra Nardini, ai consiglieri Elena Meini (Lega), Diego Petrucci (Fratelli d’Italia) e Andrea Pieroni (Partito democratico). Presenti anche i sindaci di Castelfranco di Sotto, San Miniato, Santa Croce sull’Arno (in collegamento) e Fucecchio. Tra gli invitati, anche il presidente della giunta regionale Eugenio Giani e gli assessori alle infrastrutture Stefano Baccelli e alla sicurezza Stefano Ciuoffo, “ma non sono riusciti ad essere presenti” ha ricordato Bandecchi.

E tra gli snodi fondamentali non può che esserci la FiPiLi: infrastruttura critica per antonomasia. Le voci sui possibili interventi sono contrastanti. Dai comuni del comprensorio si leva la proposta di un collegamento con l’A1 ad Altopascio, dalla Lega Elena Meini accusa promesse elettorali di “terza corsia” troppo lascive ma chiede almeno una corsia d’emergenza, mentre Petrucci spara a zero su “chi ha governato per decenni”. Pieroni, invece, boccia la proposta del pedaggio.

Partendo dallo svincolo di Santa Croce, la sindaca Deidda ricorda il piano infrastrutturale congiunto con il comune di Castelfranco: Noi come amministrazioni di Castelfranco e Santa croce “Abbiamo posto il tema nel piano infrastrutturale: collegare la FiPiLi con lo svincolo autostradale di Altopascio. L’assenza di collegamenti diretti porta un flusso di traffico intenso e strade non adeguate”. Inoltre, si avvicinerebbe anche il distretto cartario di Lucca, che è un altro tema sul tavolo.

“Il tema del pedaggio – ha detto Pieroni – periodicamente si ripropone: per me non è la soluzione. Il 77% del traffico FiPiLi ha un tragitto inferiore ai 20 chilometri. È un traffico locale di pendolari”.

“Il gap infrastrutturale dura da decenni e la responsabilità politica è di chi ha governato la regione”. Tuona Petrucci, durante il suo intervento che è stato durissimo su tutti i punti all’ordine del giorno. “Questo – ha detto – si traduce in costi per i trasportatori. Il dibattito invece oggi si concentra su un investimento di 300milioni di euro sull’aeroporto di Firenze. Io da consigliere regionale ho chiesto a Irpet quanto costano in termini di minor competitività le code in FiPiLi: 100 mila euro al giorno”.

A connettere la questione delle infrastrutture con quella della dignità del lavoro c’è il progetto del Truck village: un’area sosta per mezzi pesanti con un motel e un piccolo centro commerciale. Il luogo dove far nascere questo piccolo villaggio è già stato individuato: “Sulla Bretella del cuoio – spiega Deidda – abbiamo previsto questa area di sosta a servizio della strada. Spero di poter vedere autorizzata quest’area entro la fine del mandato”. Alcuni nodi importanti però sono ancora da sciogliere. Il primo: quello del rischio idraulico. E questo vale per tutte le infrastrutture, non solo per il Truck village. L’Arno è una presenza da tenere in buona considerazione a tal proposito così come il Bacino di Roffia e le altre tre casse di laminazione che sono in fase di programmazione che ridurrebbero il rischio idraulico.

L’area sosta darebbe sollievo a molti camionisti e che Santa Croce sarebbe un’area che si presta molto bene in virtù dell’intenso traffico di mezzi pesanti, ma anche per la sua posizione centrale. Porterebbe anche a maggiore sicurezza nel lavoro degli autisti che avrebbero la possibilità di riposare in maniera dignitosa. E “la sicurezza dei trasportatori – ha ricordato Petrucci – è la sicurezza di tutti noi che ci muoviamo in macchina”.

Se in genere è sono i lavoratori che non trovano lavoro, nel settore degli autotrasporti la situazione si ribalta: le imprese hanno mezzi fermi perché non trovano autisti. E questo è un problema che ha a che fare con la formazione e, forse, con un’idea ancorata ad una concezione vecchia di questo mestiere. “Sta mancando il ricambio generazionale – ha detto l’assessora Nardini -. Investire su questo settore ci può aiutare anche ad abbassare la disoccupazione giovanile. A partire dalle scuole dobbiamo informare su tutti i percorsi di formazione possibili”. Gli strumenti della Regione sono i programmi europei, i fondi del Pnrr e la collaborazione con le autoscuole e le motorizzazioni.

Sul versante pratico del lavoro, è vero che comporta sacrifici e rinunce, ma Valiani fissa bene un punto: “I nuovi veicoli sono super tecnologici: sono già elettrici, dentro hanno tutti i comfort, non hanno più gli specchietti perché hanno le telecamere, sono connessi con i satelliti”.

Oltre alla formazione che manca, i trasportatori lamentano costi talmente elevati che “ormai lavoriamo sottocosto”. E questo è un problema perché da un lato molte imprese sono sul lastrico, dall’altro si temono infiltrazioni della criminalità organizzata che minano ulteriormente gli equilibri di mercato. “Il rischio – spiegano i trasportatori – è che si creino dei monopoli, pubblici o privati. Il punto non è solo sulle infrastrutture, ma sulla salvaguardia delle piccole e medie imprese (Pmi). Bisogna combattere le posizioni dominanti sul mercato”.

E sul punto coglie la palla al balzo Petrucci, che accusa la Regione di “incapacità di garantire sostegno economico finanziario alle Pmi”. “Di fronte all’abbandono degli istituti bancari e di credito – ha detto il consigliere di Fratelli d’Italia -, le regioni che fanno bene si sono dotate di finanziarie regionali che riescono a sostenere imprenditori quando le banche si ritirano”.

Senza ombra di dubbio gli autotrasportatori hanno il merito di aver portato sul tavolo il tema della legalità e del rischio di infiltrazioni mafiose. Impresa non semplice, visto che spesso e volentieri i rischi vengono minimizzati e la questione viene, per quanto possibile, evitata. Non oggi. Sullo sfondo di tutti gli interventi si avvertiva il bisogno di assicurare la legalità in tutte le sue forme: negli assetti societari, nello svolgimento del lavoro, nella partecipazione delle imprese sul mercato e così via. Questo “perché – come ribadito dai trasportatori stessi – le infiltrazioni mafiose affossano le altre aziende”.

In Regione da tempo viene chiesto un Tavolo della legalità: da poco è stata approvata una mozione per la sua costituzione, ma è ancora inesistente. Elena Meini, che ha presieduto la commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose dopo lo scoppio del caso Keu, ha parlato di una “mafia che cresce in Toscana, con gli ecoreati, con l’usura e anche nei settori produttivi come l’autotrasporto”. Ha ribadito, poi, la necessità di “una commissione regionale sulla legalità: abbiamo un assessore, ma non una commissione”.

Giulia Deidda riporta la questione nel contesto locale: “Abbiamo firmato anche un protocollo con i quattro comuni e le due prefetture di Pisa e Firenze che dava compiti specifici alla Regione e alle due prefetture per combattere la criminalità organizzata e la possibilità di infiltrazioni nel nostro territorio. Spero che questo impegno che si prenderanno le istituzioni aiuti la vostra categoria”.

Da parte loro, l’auspicio dei trasportatori è quanto meno di vedersi rappresentati in questo tavolo, visto che “basta prendere uno che ha lavorato in azienda per qualche anno e si accorge subito se dietro a una ditta c’è la mafia”.


Fonte: Il Cuoio In Diretta

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