08 Dicembre 2021
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Quando un assetto aziendale diventa adeguato

L’imprenditore “ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale”.

Ho letto questo articolo del codice civile, peraltro modificato di recente, e almeno in parte mi sono perso: cosa si richiede in pratica a chi fa l’imprenditore?

“Altre tre grandi aree devono essere gestite dall’imprenditore per poter guidare la propria azienda: innovazione, formazione, clima aziendale. L’imprenditore, ogni giorno, deve compiere azioni che garantiscono alla propria azienda un futuro migliore”.

Ci avviamo alla chiusura dell’esercizio contabile 2020 e tiriamo le somme sull’andamento della nostra azienda. La valutazione dell’andamento aziendale non è più strettamente legata ai dati storici dell’azienda. Il bilancio è passato! Controllare l’azienda con i soli dati contabili, storici, significa guidare un’auto con lo sguardo allo specchietto retrovisore!

  • L’imprenditore deve tutelare la continuità dell’azienda e, per garantire questo, deve dotare la propria azienda di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato.

E’ quanto impone il novellato art. 2086, comma 2 del codice civile.

Cosa succede se ciò non accade? L’imprenditore o l’amministratore diventano responsabili dal punto di vista sia patrimoniale che penale, e maggiormente esposti a reati di bancarotta.

  • La legge obbliga, pertanto, l’azienda a strutturarsi. Come un autotrasportatore, anche l’imprenditore, deve possedere una patente di guida per dimostrare di saper gestire l’azienda e poter guidare anche in situazioni avverse, superando le crisi e garantendo la continuità dell’azienda.

  • L’art. 2086 impone l’obbligo degli adeguati assetti solo per società, sia di persone che di capitali. Ma se andiamo alla sostanza, questo è un principio assolutamente generalizzabile. Ispirarsi a una gestione strutturata e adeguata è un metodo che tutte le aziende dovrebbero seguire, anche quelle individuali se davvero vogliono essere vincenti.

  • La continuità aziendale può essere maggiormente garantita e la crisi d’azienda può essere maggiormente prevenuta solo attraverso il controllo. Ma controllare vuol dire misurare. Solo ciò che si può misurare si può controllare.

Ma cosa deve controllare l’imprenditore?

Non solo i dati storici di bilancio né, tantomeno, i soli dati numerici, ma soprattutto i dati qualitativi.

Altre tre grandi aree devono essere gestite dall’imprenditore per poter guidare la propria azienda:

  • innovazione;

  • formazione;

  • clima aziendale.

L’imprenditore, ogni giorno, deve compiere azioni che garantiscano alla propria azienda un futuro migliore.

Come consulenti, possiamo aiutare gli imprenditori al controllo della propria azienda attraverso la definizione del Business Model. Il modello di business descrive la logica attraverso la quale un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore.

  • A quale cliente ci rivolgiamo?

  • Qual è l’identikit del nostro migliore cliente?

  • Qual è la nostra proposta di valore?

  • Quale problema risolviamo oppure quale bisogno soddisfiamo?

  • Attraverso quali canali raggiungiamo i nostri clienti e quali relazioni scegliamo di avere con loro?

  • Quali sono i flussi di ricavi?

  • Quali i nostri partner, le risorse e le attività chiave? Qual è la struttura dei costi?

Un altro strumento fondamentale che utilizziamo per permettere agli imprenditori di acquisire consapevolezza e gli adeguati assetti previsti dall’art. 2086 è la Balance Scorecard, modello ideato negli anni 90 da Norton e Kaplan che, citando Wikipedia, ha “l’obiettivo di rimediare ai limiti dei modelli di monitoraggio tradizionale e di tradurre le strategie competitive in indicatori di performance (score card) assicurando l’equilibrio (balance) tra le prestazioni di breve termine, misurate attraverso parametri di natura finanziaria, e quei fattori non finanziari che dovrebbero condurre l’impresa a prestazioni competitive superiori e sostenibili nel tempo”.












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