27 Novembre 2022

Il bilancio delle aggressioni agli agenti sulle strade

2.687 le aggressioni fisiche agli agenti sulle strade, più di 7 al giorno, una ogni 3 ore e mezzo.

Il 40,3% le aggressioni causate da stranieri, gli ubriachi al 30%, il 15.3% degli attacchi portati con armi proprie o improprie.


L’aggressività nei confronti delle forze del ordine è rimasta inchiodata anche nel 2020 su picchi elevati.

Quello che sorprende è il fatto che nonostante una riduzione della mobilità causa lockdown, e un quasi stop dei movimenti notturni dalle 22 alle 05 causa “coprifuoco” da pandemia, e mentre gli incidenti sono diminuiti fra 30 e 40% e la mortalità sulle strade su livelli anche maggiori, le aggressioni fisiche agli agenti durante i controlli su strada e del territorio sono rimaste sugli stessi livelli, anzi qualcuna in più: 2.687 rispetto alle 2.682 del 2019. Come dire che abbiamo circolato molto meno, abbiamo avuto un numero di incidenti in netta diminuzione ma il nervosismo e l’aggressività non sono per niente diminuiti in proporzione, anzi.

L’osservatorio ASAPS registra i soli attacchi fisici che hanno provocato lesioni refertate agli operatori di polizia durante i controlli su strada (escluse quindi le aggressioni avvenute nella gestione dell’Ordine pubblico e le altre non conseguenti al controllo del territorio).

Sono stati 2.687 gli episodi registrati dell’Osservatorio “sbirri pikkiati”, pochi di più dell’anno precedente. Infatti l’incremento è di sole 5 aggressioni fisiche in più rispetto al 2019, quando furono 2.682, +0.2%. Sono ancora oltre 7 ingressi di agenti e carabinieri al pronto soccorso con aggressioni fisiche refertate ogni giorno, in pratica una ogni 3 ore e mezzo.

Come lo scorso anno. Veramente tante. Mentre negli anni precedenti al primo posto nelle lesioni c’era sempre l’Arma dei Carabinieri, nel 2020 il maggior numero di aggressioni ha riguardato la Polizia di Stato, con 1.286 attacchi9 pari al 47%, percentuale in aumento rispetto allo scorso anno quando toccò il 42.5%; segue l’Arma dei Carabinieri con 1.145 episodi pari al 42%.

Seguono gli attacchi della Polizia Locale con 8.2%: anche in questo caso si segnala un calo rispetto al 9.3% dell’anno prima. Il 3% ha riguardato altri corpi. La percentuale è leggermente superiore a 100 in quanto in alcuni casi nell’aggressione hanno riportato lesioni agenti di corpi di polizia diversi. Il 45,8% delle aggressioni è avvenuto nelle regioni del nord, il 22,6% al centro e il 31,6% al sud.

Rimane molto preoccupante la percentuale degli stranieri protagonisti delle aggressioni 1.085 degli episodi che li hanno visti protagonisti per il 40,4% in decremento rispetto al 2019 quando la percentuale fu del 48,3%. In 800 attacchi al 30%, l’aggressore è poi risultato ubriaco o drogato. Qui si segnala un leggero decreto rispetto al 31,8% del 2019 e un aumento rispetto al 28,1% dell’anno precedente e al 26,8% del 2017.

Su 410 aggressioni, per il 15,3% è stata utilizzata un’arma propria o impropria (bastoni, oggetti o la stessa vettura utilizzata per travolgere l’agente). Stessa percentuale del 2019.

Concludiamo questo report ancora con la nostra opinione. Ripetiamo che tutto questo avviene nell’indifferenza pressoché totale dell’opinione pubblica e della nostra stessa politica. Posizione pericolosa e ingenua.

Del dilagare della violenza contro le divise sulla strada dovrebbero invece preoccuparsi degli agenti e carabinieri perché, dopo l’argine, ci sono loro quali destinatari e vittime di una violenza sempre più tracotante e ormai, di fatto, quasi impunita.


Fonte: Isomotori – n. 206 - 2021

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