L'impatto che avranno le auto elettriche sul post-vendita
La transizione verso la mobilità elettrica sta trasformando il mercato automobilistico e sta rimodellando il business del post-vendita. La crescita delle BEV in Europa anticipa alcune dinamiche. Sebbene nel nostro Paese le auto a zero emissioni siano ancora contenute, i primi segnali di cambiamento sono già evidenti: nuovi bisogni dei clienti, minori interventi di manutenzione tradizionale, più attenzione alla batteria e alla connettività del veicolo.
In questo contesto, il post-vendita diventa uno dei terreni più strategici per i dealer. Le abitudini dei clienti BEV, la necessità di sviluppare nuove competenze tecniche e digitali, e l'evoluzione dei servizi richiesti stanno ridefinendo ruoli, processi e opportunità di ricavo. Lo studio condotto da Quintegia nei Paesi del Nord Europa offre uno sguardo privilegiato su ciò che potrebbe accadere anche nelle reti italiane: un settore chiamato a ripensarsi per restare competitivo, valorizzare la relazione con il cliente e cogliere le opportunità offerte da una mobilità sempre più elettrica, connessa e orientata ai servizi.
L'EVOLUZIONE DEL POST-VENDITA NELLA MOBILITÀ ELETTRICA
Immaginare come saranno le aziende automotive tra cinque o dieci anni è molto semplice, basta osservare quello che sta accadendo nei Paesi più maturi dal punto di vista dell'elettrificazione. È proprio questa l'idea dello studio realizzato da Quintegia illustrato da Luca Montagner durante l'ultimo Service Day - dedicato a comprendere nel dettaglio come l'avanzata delle BEV stia rivoluzionando il business post-vendita.
In Europa le immatricolazioni dei veicoli elettrici stanno crescendo con ritmi diversi. In Italia le BEV rappresentano circa il 5% delle nuove immatricolazioni. In Germania, Francia e Regno Unito, invece, sono al 20%. In Danimarca superano il 60%, mentre in Norvegia arrivano a sfiorare il 90%. Per quanto riguarda il parco circolante, i numeri sono più bassi, ma significativi in egual modo. Parliamo di un 2-3% in Italia, oltre il 10% in Danimarca e oltre il 25% in Norvegia. Complessivamente, in Europa circolano circa 10 milioni di BEV.
Lo studio è stato condotto su 170 concessionarie di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, analizzando tre aree chiave:
1. Impatto delle BEV sul post-vendita;
2. Iniziative di fidelizzazione;
3. Digitalizzazione e connettività.
COME LE BEV STANNO CAMBIANDO IL POST-VENDITA
I clienti BEV mostrano una fedeltà maggiore alle officine ufficiali rispetto a chi guida vetture tradizionali, anche se resta più debole il legame con il business degli pneumatici. Allo stesso tempo, quasi il 50% rispetta meno le scadenze di manutenzione, mentre un altro 50% manifesta interesse per pacchetti prepagati. Due persone su tre vogliono spendere meno per la manutenzione. Da notare che oltre il 40% dei clienti BEV richiede spiegazioni più tecniche e dettagliate sugli interventi, segno di un consumatore più curioso, più informato e più attento al veicolo.
SERVIZI ATTIVI NEI MERCATI EVOLUTI
Nei Paesi del Nord Europa i rivenditori stanno ampliando la gamma di servizi offerti tra cui:
Una particolare rilevanza si riscontra altresì nella certificazione dello stato di salute della batteria (SoH), oggi fonte di ricavo per due concessionarie su tre e fattore determinante nella definizione del valore dell'auto.
NUOVE STRATEGIE DI FIDELIZZAZIONE
Per cercare di mantenere i clienti all'intemo della rete ufficiale, le concessionarie stanno introducendo alcune politiche dedicate, tra cui:
Tuttavia, non mancano alcune criticità, che riguardano soprattutto i costi elevati. Di fatti, si segnala che molti clienti vedono ancora troppo costose le concessionarie rispetto alle officine.
Le auto elettriche stanno trasformando in profondità lo scenario post-vendita. Meno manutenzione tradizionale, più attenzione alla batteria, nuove abitudini di consumo, servizi digitali che generano valore e clienti più esigenti. Per i dealer italiani, il messaggio è chiaro: chi saprà investire in tecnologia, formazione e servizi personalizzati avrà un ruolo centrale nel nuovo ecosistema dell'e-mobility. Chi invece non riuscirà ad adattarsi rischia di perdere competitività a favore degli operatori indipendenti e dei nuovi player della filiera.
Fonte: Isomotori
In questo contesto, il post-vendita diventa uno dei terreni più strategici per i dealer. Le abitudini dei clienti BEV, la necessità di sviluppare nuove competenze tecniche e digitali, e l'evoluzione dei servizi richiesti stanno ridefinendo ruoli, processi e opportunità di ricavo. Lo studio condotto da Quintegia nei Paesi del Nord Europa offre uno sguardo privilegiato su ciò che potrebbe accadere anche nelle reti italiane: un settore chiamato a ripensarsi per restare competitivo, valorizzare la relazione con il cliente e cogliere le opportunità offerte da una mobilità sempre più elettrica, connessa e orientata ai servizi.
L'EVOLUZIONE DEL POST-VENDITA NELLA MOBILITÀ ELETTRICA
Immaginare come saranno le aziende automotive tra cinque o dieci anni è molto semplice, basta osservare quello che sta accadendo nei Paesi più maturi dal punto di vista dell'elettrificazione. È proprio questa l'idea dello studio realizzato da Quintegia illustrato da Luca Montagner durante l'ultimo Service Day - dedicato a comprendere nel dettaglio come l'avanzata delle BEV stia rivoluzionando il business post-vendita.
In Europa le immatricolazioni dei veicoli elettrici stanno crescendo con ritmi diversi. In Italia le BEV rappresentano circa il 5% delle nuove immatricolazioni. In Germania, Francia e Regno Unito, invece, sono al 20%. In Danimarca superano il 60%, mentre in Norvegia arrivano a sfiorare il 90%. Per quanto riguarda il parco circolante, i numeri sono più bassi, ma significativi in egual modo. Parliamo di un 2-3% in Italia, oltre il 10% in Danimarca e oltre il 25% in Norvegia. Complessivamente, in Europa circolano circa 10 milioni di BEV.
Lo studio è stato condotto su 170 concessionarie di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, analizzando tre aree chiave:
1. Impatto delle BEV sul post-vendita;
2. Iniziative di fidelizzazione;
3. Digitalizzazione e connettività.
COME LE BEV STANNO CAMBIANDO IL POST-VENDITA
I clienti BEV mostrano una fedeltà maggiore alle officine ufficiali rispetto a chi guida vetture tradizionali, anche se resta più debole il legame con il business degli pneumatici. Allo stesso tempo, quasi il 50% rispetta meno le scadenze di manutenzione, mentre un altro 50% manifesta interesse per pacchetti prepagati. Due persone su tre vogliono spendere meno per la manutenzione. Da notare che oltre il 40% dei clienti BEV richiede spiegazioni più tecniche e dettagliate sugli interventi, segno di un consumatore più curioso, più informato e più attento al veicolo.
SERVIZI ATTIVI NEI MERCATI EVOLUTI
Nei Paesi del Nord Europa i rivenditori stanno ampliando la gamma di servizi offerti tra cui:
- Punti di ricarica aperti 24/7 (36%);
- Interventi di riparazione sulle batterie (40%).
Una particolare rilevanza si riscontra altresì nella certificazione dello stato di salute della batteria (SoH), oggi fonte di ricavo per due concessionarie su tre e fattore determinante nella definizione del valore dell'auto.
NUOVE STRATEGIE DI FIDELIZZAZIONE
Per cercare di mantenere i clienti all'intemo della rete ufficiale, le concessionarie stanno introducendo alcune politiche dedicate, tra cui:
- Prezzi fissi per alcune operazioni (60%);
- Utilizzo di ricambi originali anche su vetture più anziane (40%);
- Approccio a ricambi usati o ricondizionati (30%).
Tuttavia, non mancano alcune criticità, che riguardano soprattutto i costi elevati. Di fatti, si segnala che molti clienti vedono ancora troppo costose le concessionarie rispetto alle officine.
Le auto elettriche stanno trasformando in profondità lo scenario post-vendita. Meno manutenzione tradizionale, più attenzione alla batteria, nuove abitudini di consumo, servizi digitali che generano valore e clienti più esigenti. Per i dealer italiani, il messaggio è chiaro: chi saprà investire in tecnologia, formazione e servizi personalizzati avrà un ruolo centrale nel nuovo ecosistema dell'e-mobility. Chi invece non riuscirà ad adattarsi rischia di perdere competitività a favore degli operatori indipendenti e dei nuovi player della filiera.
Fonte: Isomotori






