19 Settembre 2021
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Tir lumaca in FiPiLi per protesta: 1.249 multe in due mesi

Una mole impressionante di multe: 1.249 in tutto, elevate in poco più di due mesi dagli stessi 2 autovelox, quelli posizionati fra le uscite di Lastra a Signa e Ginestra nelle due corsie di marcia della FiPiLi. Sono state elevate ai mezzi di ben 92 aziende di autotrasporto associate ad Assotir (per un totale di oltre 110mila euro da pagare), tutte multate durante il primo lockdown nazionale, quello iniziato il 9 marzo 2020 e terminato alla metà di maggio.

Un’anomalia, uno strano incremento di sanzioni, tutte nello stesso periodo e nello stesso tratto, secondo Assotir, che è determinata a vederci chiaro, dopo un primo faccia a faccia senza esito con la Città metropolitana di Firenze, a cui fa capo la gestione della strada di grande comunicazione e dei suoi autovelox. Una battaglia che Assotir porterà avanti con i suoi legali ma anche con una manifestazione di protesta in preparazione per le prossime settimane, quando gli autotrasportatori organizzeranno una carovana di tir lumaca per sensibilizzare le autorità, non solo sulla questione delle multe ma in generale sui tanti problemi della FiPiLi.

Ad annunciarlo gli stessi dirigenti dell’associazione, riuniti oggi 13 febbraio negli uffici dell’azienda Valiani di Santa Croce sull’Arno, sede della delegazione Assotir di Pisa, Lucca e Massa. “In occasione del primo lockdown – ha spiegato Alessandro Manzi, responsabile sviluppo e infrastrutture di Assotir – abbiamo iniziato a ricevere dai nostri associati numerose segnalazioni di multe elevate in FiPiLi, quasi tutte nel tratto fra Lastra a Signa e Ginestra. Dato che la situazione non era chiara, abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con la città metropolitana, che si è tenuto il 29 luglio con la partecipazione del capo di gabinetto di Nardella Giovanni Bettarini, del sindaco di Certaldo delegato alla polizia locale metropolitana Giacomo Cucini e del dirigente addetto alla gestione degli autovelox Otello Cini. In quell’occasione ci accordammo per inviare alla Città metropolitana un elenco dettagliato di tutte le multe in modo da avere dei chiarimenti. Ci fu anche detto, come per tranquillizzarci, che d’ora in poi non avremmo più ricevuto altre multe perché dal 15 maggio in poi quei 2 autovelox erano stati spenti. Una rassicurazione che ci ha lasciato perplessi, perché non si capisce qual è l’iter burocratico che regola l’accensione o lo spegnimento di questi apparecchi. Fatto sta che da allora, nonostante la nostra richiesta di un nuovo incontro, non abbiamo più ricevuto alcuna risposta”.

Nella testa degli autotrasportatori, tuttavia, si è fatta sempre più forte la sensazione che la Città metropolitana abbia voluto far cassa proprio durante il lockdown. “Il limite di velocità per i mezzi superiori alle 12 tonnellate è di 70 chilometri orari – ricorda Manzi – ma da sempre, su tutti gli autovelox della FiPiLi così come in molte altre arteria in Italia la multa scatta oltre i 90”. La maggior parte delle multe ricevute, invece, si riferiscono proprio a velocità comprese fra 70 e 90, come se la Città metropolitana avesse deciso di applicare la normativa nel modo più restrittivo possibile, tarando diversamente solo 2 dei 13 autovelox sparsi lungo la FiPiLi. Da qui la sensazione che si sia voluto in qualche modo tartassare gli autotrasportatori, “gli unici che circolavano in quei giorni”, proprio per sopperire al minor gettito di multe provocato dei limiti di spostamento del lockdown.

“Non si capisce perché casualmente – sottolinea il segretario generale di Assotir Claudio Donati – il funzionamento di questi autovelox sia cambiato proprio durante il lockdown, in un periodo in cui gli autotrasportatori erano elogiati come eroi. Noi abbiamo chiesto con educazione dei chiarimenti che non sono mai arrivati, ma la battaglia non è affatto finita perché la nostra categoria merita più rispetto”. Da qui la decisione di incaricare i legali di Assotir, “per verificare – dice Donati – la correttezza della città metropolitana”, insieme alla volontà di organizzare quanto prima una protesta pubblica contro i problemi della FiPiLi. “Perché tutto questo – riprende il segretario generale – si inserisce in un contesto che offre disagi quotidiani alle nostre aziende e alle comunità di questo territorio, costrette da decenni a transitare su questa strettoia assolutamente inadeguata rispetto ai flussi di traffico da cui è percorsa”.

A ricordarlo sono gli stessi autotrasportatori, come Mauro Pucciarelli della Gmp Trasporti di Santa Croce, che da solo si è beccato una 40ina delle circa 1500 multe contestate. “C’è prima di tutto una perdita di tempo – dice – perché ogni volta che si prende la FiPiLi per andare a Nord si perde un’ora solo per arrivare a Signa. Non c’è illuminazione, non ci sono aree di sosta e nelle corsie di ingresso si rischia ogni giorno la vita. Per non parlare dei disagi causati da lavori che si protraggono per mesi. Ci sono poi altre strade che potrebbero alleggerire il problema ma che da decenni sono lasciate a se stesse: sulla Tosco Romagnola è caduto un masso ed è stata chiusa, la Bientinese è disastrata, così come la strada tra Santa Croce e Altopascio. Basterebbe mantenerle almeno un po’ come nelle altre nazioni”.

Da qui la richiesta di maggiore rispetto e dignità verso la categoria, anche per il ruolo che gli autotrasportatori hanno svolto in questo anno segnato dalla pandemia. “Credo che per l’importanza che il trasporto ha avuto in questo anno difficile – ha aggiunto Alessandro Valiani -, il settore debba vedersi riconoscere più dignità anche da parte degli enti territoriali, a livello di chiarezza e di trasparenza. C’è necessità di un approccio diverso, proprio per il ruolo di servizio e per il valore economico che riveste nella nazione”.



Fonte: Il Cuoio In Diretta

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