18 Settembre 2020
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Emergenza Liquidità: lo Stato garantisca il credito all’Autotrasporto al 100%

Una cosa chiara è che, dopo l’emergenza-sanitaria, ci sarà un’emergenza economica. E quest’ultima si presenterà (in realtà già si presenta), innanzitutto, sotto l’aspetto della mancanza di liquidità. Problema enorme, per moltissime imprese, specie per quelle di piccola o di media dimensione.

Per l’Autotrasporto c’è un problema ulteriore. Quello di riuscire ad entrare nel flusso di risorse che lo Stato sta mettendo a disposizione del mondo imprenditoriale, attraverso la propria garanzia diretta, per un valore dell’80% dei finanziamenti richiesti dalle imprese: l’ormai famoso Fondo di garanzia per le PMI, gestito dal Medio Credito Centrale.

Il Governo deve aver chiaro che se le migliaia di Autotrasportatori, che - anche (perché lo hanno fatto sempre, anche prima del coronavirus) in queste settimane - stanno consentendo al Paese di sopravvivere, dovessero trovare chiuse le porte d’accesso al credito, moltissimi di loro sarebbero costretti a fermarsi. Non per protesta, ma per impossibilità ad andare avanti.

Tutto ciò potrebbe avvenire in pochi giorni, al massimo in qualche settimana. Sia chiaro, non è una minaccia, ma semplicemente un rischio concreto, di cui il Governo è invitato a farsi carico molto seriamente.

La liquidità, cioè la disponibilità di soldi, è l’ossigeno stesso dell’attività imprenditoriale. E quando viene a mancare, vuol dire che il danno a monte, nel sistema, è assai più grave. Perciò occorre intervenire con la massima urgenza, per permettere alle imprese di riprendere a respirare. Appunto, un intervento per la sopravvivenza.

In questo momento, di grande difficoltà, pur senza distogliere l’attenzione sul futuro prossimo, quello dopo la crisi, dobbiamo concentrare ogni sforzo sui prossimi due-tre mesi, costruendo gli strumenti indispensabili alle imprese per dare loro respiro finanziario.

Non credo di essere molto lontano dai ragionamenti espressi qualche giorno fa da Mario Draghi, nel ritenere che per un settore come il nostro, l’accesso al credito può avvenire in maniera significativa, solo se lo Stato interviene con la propria garanzia diretta e totale (al 100%) sui finanziamenti richiesti dai trasportatori (così come dovrebbe fare per tutti i settori maggiormente colpiti dalla crisi). Diversamente il rischio di restare fuori, per ragioni di rating o altre pastoie “tecniche”, è altissimo.

Certo, è una proposta che richiede coraggio. Ma questo è quello che la straordinaria situazione che stiamo vivendo impone. È lo stesso coraggio, molto apprezzato, che il Governo sta mettendo nel duro confronto con i Paesi del Nord Europa, a cui chiede di affrontare la situazione con coraggio e solidarietà, superando, in questa fase, le logiche del passato.

È esattamente quello che noi chiediamo al nostro Governo: coraggio e solidarietà.

Tra l’altro, sarebbe un modo concreto per riconoscere il merito che la categoria ha conquistato sul campo.

Oltre quanto detto, occorre spostare in avanti le scadenze dei pagamenti. Molto è stato fatto, inserendo il settore tra i soggetti danneggiati dal coronavirus: spostamenti di ritenute, contributi, imposte, IVA, etc.

Ma bisogna intervenire su alcuni costi che sono specifici dell’Autotrasporto, spostando in avanti le scadenze, come, per esempio, per i pedaggi autostradali.

Merita una specifica attenzione anche la questione del gasolio, la cui dilazione di pagamento è garantita in genere da fidi che, al pari di quelli bancari, non devono essere ridotti, né tanto meno revocati, fino a settembre. Se ne parlo, è perché non mi pare che le cose stiano andando in questa direzione. Occorre, in questo caso, un controllo puntuale, affinché il sistema bancario e finanziario rispetti quello che la legge già stabilisce.

Insomma, per l’Autotrasporto occorre una strategia specifica per affrontare l’emergenza, fatta di diverse, ma non moltissime, azioni (ne ho indicato quattro), coerenti con l’obiettivo di salvare le aziende messe in crisi dal coronavirus.

C’è bisogno, come si diceva, di grande coraggio. Ma, come sostenuto da qualcuno ben più autorevole del sottoscritto, questo deve essere anche il momento dell’audacia.

UNATRAS ha scritto in questo senso al Governo. Adesso ci vogliono risposte tempestive ed adeguate.

Claudio Donati



Fonte: Assotir

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