21 Giugno 2024

Controlli su strada sul fissaggio delle merci

“Patente, libretto e mi faccia controllare il fissaggio della merce trasportata”.

Se in passato difficilmente un agente impegnato in un controllo avrebbe valutato il rizzaggio della merce trasportata, a partire dal 29 ottobre 2019 le cose sono cambiate, perché l'allora ministero dei Trasporti ha emanato una circolare con cui fornisce importanti chiarimenti relativi ai controlli tecnici sulla fissazione dei carichi. Controlli coerenti a quanto previsto dal decreto ministeriale n. 215 del 19 maggio 2017, che recepisce a sua volta i principi della direttiva 2014/47/ UE. Tralasciando gli aspetti legali della norma, cercherò di rispondere al nostro lettore fornendo alcuni consigli per aumentare la sicurezza nell'autotrasporto e per evitare salate sanzioni.

Occorre preliminarmente fare una distinzione fra le varie tipologie di fissaggio del carico che sono:

a) immobilizzazione (o serraggio);

b) bloccaggio;

c) ancoraggio.

Si ha “immobilizzazione” quando il carico è fissato per mezzo di dispositivi meccanici ad azionamento manuale o pneumatico all'unità di trasporto. L'esempio più immediato è l'impiego di “Twist lock” per immobilizzare i container sui pianali del semirimorchio.

Si parla invece di “bloccaggio” quando il carico è posizionato in modo che tutte o alcune sue parti siano a diretto contatto con le pareti/strutture del camion o con idonee strutture ad hoc costruite intorno ad esso. Gli spazi vuoti, infatti, possono essere colmati con vari dispositivi quali, per esempio, air bag o strutture in legno appositamente costruite. Tale tipologia di fissaggio, seppure ritenuta la più sicura, non è molto spesso utilizzata nei trasporti standard in quanto i dispositivi in oggetto hanno un costo non sempre sostenibile, tenuto conto i ridotti margini dei trasportatori. Ciò detto, bloccare almeno in parte la merce posizionandola -per esempio contro le pareti longitudinali di un centinato, è sicuramente opportuno.

Ogni qual volta il bloccaggio non possa essere effettuato, occorre mettere in atto il cosiddetto “ancoraggio” (in gergo marinaresco definito anche “rizzaggio”) ovvero la fissazione del carico utilizzando dispositivi pensionabili quali cinghie ferme carico, catene o funi. Per comprendere la quantità e la tipologia di dispositivi da impiegare, la normativa e la pratica richiedono che il carico sia fissato in modo tale da permettere ai dispositivi di ancoraggio utilizzati, di resistere alle sollecitazioni delle forze derivanti dalle accelerazioni/decelerazioni che variano a seconda del mezzo di trasporto impiegato.

Rispetto al trasporto su strada le sollecitazioni sono:

DIREZIONE DI MARCIA 0,8 il peso del carico

DIREZIONE LATERALE 0,5 il peso del carico

DIREZIONE CONTRARIA 0,5 il peso del carico

Il consiglio preliminare da tenere sempre ben presente è di non utilizzare mai dispositivi rotti, danneggiati o privi delle etichette di certificazione. La normativa, infatti, prevede che, in caso di un controllo delle forze dell’ordine, l’utilizzo di dispositivi di fissaggio privi di etichetta di certificazione equivale al mancato utilizzo dei dispositivi. Esistono inoltre due principali tipologie di ancoraggio:

  • L’ancoraggio diretto ovvero quando i dispositivi utilizzati vengono direttamente collegati al carico o a punti di attacco destinati a tale scopo;

  • L’ancoraggio per attrito ovvero il procedimento di ancoraggio in cui la forza di attrito è potenziata aggiungendo una componente di forza verticale al peso del carico.

Infine, consiglio vivamente l’utilizzo di tappeti in gomma da posizionare fra le merci e i pianali dei veicoli. Questo tipo di materiale, aumentando il coefficiente di attrito, permette di ancorare il carico di sicurezza riducendo la quantità di dispositivi di ancoraggio da impiegare. Senza considerare che sono anche economici e riutilizzabili.

Assolutamente da utilizzare anche gli angolari o altri dispositivi simili in grado di evitare il diretto contatto fra i sistemi di ancoraggio ed eventuali angoli vivi, potenzialmente in grado di tranciare i sistemi di ancoraggio impiegati.


Fonte: Uomini e Trasporti – dicembre 2021/gennaio 2022

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