18 Agosto 2022

Il digitale che si tocca con mano

Nell'ambito della Missione “infrastrutture per una mobilità sostenibile” del PNRR, alla digitalizzazione della catena logistica sono destinati 250 milioni di euro, per interventi da realizzare dal 1° giugno 2021 al 31 marzo 2025.

É un importo certamente non rilevante, ma sufficiente a mettere in campo iniziative in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi della Missione, coniugando digitalizzazione e semplificazione con riduzione dell'impatto ambientale e miglioramento della sicurezza del trasporto.

In tale ottica, meritano di essere segnalati due progetti, già condivisi in linea generale dalle competenti strutture del MIMS, che riguardano, rispettivamente, la razionalizzazione delle ZTL nelle aree urbane e metropolitane, per una spesa quotata in circa 1,3 milioni di euro, e la realizzazione di un sistema nazionale di tracciamento del trasporto stradale delle merci pericolose, per un importo stimato in 2,4 milioni di euro.

Con il primo, si intende migliorare l'ecosistema urbano, per soddisfare l'esigenza, ormai non più differibile, di rendere la distribuzione delle merci sempre più efficiente meno impattante sulla circolazione stradale, con particolare riguardo all'ultimo miglio, e prendendo a modello il CUDE (contrassegno unico disabili europeo), che possessori di circolare nelle ZTL senza dover più "accreditarsi" di volta in volta in ogni diverso Comune. Il progetto, da realizzarsi in 18 mesi, parte dalla creazione di un unico interfaccia con il CED della Motorizzazione, il ministero dell'Interno, il sistema camerale e l'Albo degli autotrasportatori, per smaterializzare e armonizzare tutte le procedure di accreditamento dei veicoli e dei conducenti adibiti alle attività logistiche in aree controllate, e si conclude con il collaudo e la messa in esercizio del sistema, previa la necessaria formazione degli stakeholder coinvolti. Fondamentale per il buon esito dell'iniziativa sarà il coordinamento dell'ANCI, già pienamente disponibile a fornire il proprio supporto.

Il secondo progetto, da realizzarsi in 24 mesi, si prefigge la tutela della sicurezza del territorio, attraverso un sistema di tracciamento delle merci pericolose che, in considerazione di possibili eventi critici connessi alla viabilità, consenta al gestore dell'infrastruttura coinvolta di conoscere in tempo reale il livello di rischio e, conseguentemente, di mettere in campo tutte le attività necessarie per una più efficace gestione dell'emergenza. La realizzazione del sistema, che dovrà ovviamente comportare l'uso di norme tecniche riconosciute a livello internazionale, potrebbe far capo al Comitato centrale per l'Albo degli autotrasportatori, quale soggetto pubblico in grado di creare e gestire la piattaforma telematica necessaria per tracciare i flussi di traffico delle merci pericolose, scambiare informazioni con il gestore dell'infrastruttura interessata (autostrada, raccordo stradale, parcheggio, porto, interporto, etc.), per calcolarne in tempo reale il livello di sicurezza, in base anche ad altri fattori, quali le condizioni meteorologiche, la situazione di traffico e viabilità, ed assicurare all'autotrasportatore le informazioni sul traffico e sulle eventuali emergenze, rilevanti per la propria attività.

Infine, sempre nell'ottica della stessa Missione, non va dimenticato progetto per le aree di sosta sicure dedicate ai mezzi pesanti sulla rete autostradale, avviato sotto l'egida del Comitato centrale per l'Albo: al di là delle risorse occorrenti, è indispensabile coinvolgere i gestori delle infrastrutture, con particolare riguardo agli assi autostradali maggiormente interessati dai flussi di traffico pesante, tenendo anche conto delle indicazioni provenienti Parking Area". dal Gruppo di esperti UE, nell'ambito dell'iniziativa "Safe and Secure Truck Parking Area”.


Fonte: Uomini e Trasporti – ottobre 2021

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