17 Agosto 2022

Il passaggio generazionale? Ecco come prepararlo al meglio

“Il ricambio generazionale sta avvenendo nell’autotrasporto con le stesse dinamiche presenti in altri settori”. L’analisi è di Claudio Devecchis, ex docente alla Bocconi di Milano, impegnato nello studio del family business e amministratore unico e direttore scientifico di Cerif, centro di ricerca sulle imprese di famiglia. “Si tratta di una fase molto delicata per un’azienda, da preparare con cura – dice Devecchis dando consigli sul passaggio di testimone – Occorre fare attenzione al rischio sistemico, ovvero quello di non stare al passo con i tempi. Nei trasporti la tecnologia sta avanzando, bisogna preparare le nuove generazioni”.

COME STA AVVENENDO IL RICAMBIO GENERAZIONALE NELL’AUTOTRASPORTO?

Secondo il nostro monitoraggio il settore non presenta tratti distintivi rispetto ad altri. L’autotrasporto è caratterizzato da ditte individuali e società di persone che hanno generalmente bisogno di essere più tutelate e guidate nel momento del cambiamento. Rispetto alle società a responsabilità limitata o per azioni, di solito la ditta familiare ha meno cultura d’impresa e ha bisogno di una maggiore conoscenza, oltre che di consulenti in grado di indirizzarla.


L’IMPRESSIONE, PERO’, E’ CHE L’AUTOTRASPORTO ABBIA QUALCHE PROBLEMA IN PIU’, DATO DAL FATTO CHE OLTRE L’80% DEI TITOLARI NON VUOLE CHE I PROPRI FIGLI FACCIANO IL PROPRIO MESTIERE. COME SI AFFRONTA UNA SITUAZIONE COME QUESTA?

L’80% è quasi il doppio rispetto alle nostre rilevazioni. Comunque noi cogliamo questo sentimento in particolare presso le ditte individuali, che vivono situazioni economiche più precarie e criticità intrinseche in grado di intaccare il patrimonio personale del titolare, spesso interessato a preservare i figli. Ma preparare per tempo il passaggio generazionale potrebbe essere un’ottima risposta a tutto questo.


COSA SIGNIFICA “PREPARARE IL PASSAGGIO GENERAZIONALE” E COME E’ MEGLIO FARLO?

In primis bisogna organizzarsi per tempo, parlarne molto in famiglia, non temere il futuro della propria azienda solo nella testa. Confrontarsi con i familiari può e deve essere un ottimo inizio con il quale generalmente si agevolano i passaggi successivi. Il secondo passo è quello di affiancare a lungo le nuove generazioni durante la successione, in un processo che dura da 2 a 5 anni. Dai nostri studi abbiamo visto che in un buon passaggio di consegne non possono mancare queste tre cose: gli eredi devono essere responsabilizzati e resi autonomi nelle decisioni; la famiglia deve essere convinta che il passaggio sia necessario e lo deve affrontare unita e senza timori; i nuovi titolari devono conquistare sul campo la credibilità e la legittimità nei confronti dei dipendenti. Anche nei trasporti ci sono buone pratiche.


TORNANDO AI NUMERI, NELL’AUTOTRASPORTO SI CONTANO PIU’ DI 500 TITOLARI D’AZIENDA ULTRANOVANTENNI…

Direi che qui il passaggio generazionale è completamente fallito. Magari siamo di fronte a situazioni in cui i figli non sono voluti subentrare. In questi casi il consiglio è quello di creare una squadra eterogenea e pianificare l’ingresso di persone che possono rilevare la ditta. Abbiamo molti casi di stranieri, provenienti da Slovenia, Slovacchia, Albania e Croazia, che stanno subentrando nelle piccole realtà familiari italiane.

Occorre tenere presente una variabile: lavorare sull’organizzazione della ditta e creare la possibilità di rinnovare l’offerta dei servizi. Insomma bisogna stare attenti a quello che noi chiamiamo rischio sistemico.


DI CHE COSA SI TRATTA?

E’ il rischio di non stare al passo con i tempi. Faccio l’esempio dei trasporti in questo mondo assistiamo a un grande avanzare della tecnologia con la guida autonoma e altre innovazioni. Anche le piccole realtà devono capire che non si lavora più come 30 anni fa e devono dare spazio al rinnovamento, anche rispetto al passaggio di testimone se viene fatto verso i figli, bisogna dare loro la possibilità di formarsi sul campo e di prepararsi all’evoluzione tecnologica, se invece avviene con l’introduzione di una nuova squadra aziendale, allora bisogna costruire questa nuova equipe con la consapevolezza delle novità che interessano il settore. Insomma, non c’è spazio per l’improvvisazione: il passaggio generazionale è una fase delicata della vita di un’azienda e va gestita con molta cura.



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