19 Settembre 2021
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Cosa non si fa per far salire i giovani in cabina

Si moltiplicano le misure per invogliare i giovani ad abbracciare la carriera di autista professionista per il trasporto merci. L’Albo degli autotrasportatori ha lanciato nel 2016 un progetto, condiviso con le associazioni dell’autotrasporto, le autoscuole e i costruttori di veicoli industriali, per sostenere le spese per l’acquisizione della patente e della CQC. Un primo bando ha avviato i finanziamenti per la formazione di 500 autisti, mentre un secondo, partito qualche settimana fa, punta a recuperare i 1700 candidati rimasti fuori dal primo giro.

Anche la legge di Bilancio ha stanziato 40 milioni, 20 per il 2019 e altrettanti per il 2020, per incentivare la formazione di giovani autisti. E’ previsto un rimborso del 50% dei costi sostenuti per la patente di categoria e per le abilitazioni professionali dei giovani al di sotto dei 35 anni.

Il rimborso sarà assegnato alle imprese, chiamate poi a girarlo agli autisti inquadrati a tempo indeterminato, entro sei mesi dalla data di assunzione, ma avendo la possibilità di detrarlo dall’imposta sul reddito dell’impresa fino a un massimo di 1.500 euro l’anno.

Anche all’estero fioccano iniziative per attrarre giovani o ridare appeal alla professione. Punta sul restyling dell’immagine e non sugli incentivi per la formazione un’iniziativa che partirà a metà 2019 in Germania. Si tratta di una campagna di comunicazione, finanziata dal gruppo tematico “immagine della logistica” del BVL (BUndesvereinigung Logistik e V. l’associazione tedesca di logistica), che si rivolgerà principalmente a chi è in cerca di lavoro, con l’obiettivo di migliorare l’opinione pubblica e l’immagine dell’autotrasporto. L’idea è di far partecipare a un’azione mirata il maggior numero possibile di federazioni, associazioni, mezzi di comunicazione e aziende impegnati nel settore logistico, attirando così il massimo livello di attenzione. Il cuore della campagna è dato dai “Logistikhelden”, ambasciatori simpatici e degni delle prestazioni e della professionalità di tutti i campi di azione della logistica. Persone attive nella pratica logistica presso diverse aziende, che raccontano storie interessanti della quotidianità del loro lavoro. Sui manifesti, negli annunci pubblicitari, in Internet, sui comuni canali dei social media e sui portali di video, gli eroi della logistica presentano “informazioni strepitose”, come ad esempio i chilometri effettuati in un anno da un autotrasportatore, oppure il numero di colli consegnati nell’ambito della logistica umanitaria.

Le tematiche, esposte con un linguaggio visivo autentico e con colori forti, dovrebbero portare al risultato di attrarre i giovani in questo mondo.


Fonte: Uomini e Trasporti – marzo 2019

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