19 Settembre 2021
News&Eventi

La femminilizzazione dell’autotrasporto

I più recenti dati sull’occupazione femminile confermano un quadro tristemente noto, e cioè che le più danneggiate ancora una volta dalla crisi pandemica sono le donne. Dati che si traducono, di conseguenza, con un aumento del numero dei disoccupati, pari a 444mila unità totali, di cui 312mila donne. Ma in uno scenario che sembra tragico esiste però un lume di speranza che è rappresentato dall’autotrasporto: infatti le quote rosa di autiste di veicoli pesanti sono passate dall’1,6% nel 2018 al 2,1% nell’anno successivo; uno scarto positivo dello 0,5% che segna il piccolo ma importante passaggio delle conduttrici di veicoli pesanti in Italia da 10mila unità a 14mila unità.

Uno dei settori che non si è mai fermato anche durante i mesi più duri della pandemia è stata la logistica ed in particolar modo l’autotrasporto. Questo avrebbe un duplice vantaggio: consentirebbe alle donne disoccupate di trovare un nuovo impiego e permetterebbe di contenere, quantomeno in parte, il problema della carenza di autisti. Da non sottovalutare inoltre il vantaggio da un punto di vista culturale. Si tratterebbe infatti di una vera e propria rivoluzione mirata ad abbattere una volta per tutte gli stereotipi che ancora oggi permeano il settore.

Per favorire questo processo è necessario intervenire su due canali fondamentali, comunicazione e formazione. Per quanto riguarda il primo punto è necessario incentivare campagne di informazione sul piano nazionale volte ad abbattere gli stereotipi di genere e la cultura maschilista, intervenendo anche sulla comunicazione aziendale e aprendo esplicitamente gli annunci di lavoro alle donne.

Per quanto riguarda invece il secondo canale occorre fornire incentivi economici coprendo le spese di formazione per le giovani aspiranti autiste e prevedendo tirocini rivolti alle ragazze.

Fondamentale è inoltre investire sulla sicurezza garantendo nelle aree di sosta e parcheggio appositi spazi dedicati alle donne (ad esempio bagni e spogliatoi separati da quelli degli uomini) ed attrezzando i mezzi con strumenti come telecamere, antifurti e chiusure automatiche.

Infine, ulteriori aspetti su cui lavorare sono la garanzia di una stabilità contrattuale in grado di rendere più attrattivo il mestiere e l’attuazione di soluzioni di work-life balance per le donne.

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