28 Maggio 2024

Ogni 100 camion 6 sono guidati da donne

L’Italia è il Paese europeo con il maggior tasso di presenza femminile alla guida di un camion. Il dato, sorprendente e incoraggiante, arriva direttamente dal Driver Shortage Report 2022 di IRU- International Road Transport Union - che ogni anno analizza la situazione dell'autotrasporto offrendo un quadro generale del problema della carenza di autisti in tutto il mondo.

Nonostante la quota di donne al volante di mezzi pesanti in tutta Europa sia ancora molto bassa, con una media del 3,2% mai cresciuta nell'ultimo triennio e sia ancora molto lontana dai livelli di USA, dove le donne rappresentano l'8% del totale, e Cina, dove la percentuale scende al 5%, in Italia qualcosa sembra stia cambiando. In meglio.

Con una rappresentanza femminile del 6,3% l'Italia è infatti in testa alla classifica dei Paesi europei con la maggiore percentuale di donne al volante di un mezzo pesante, seguita dalla Norvegia che si ferma al 5,1%, e da Germania e Francia, dove le donne sono rispettivamente il 4,6% e il 4,5% del totale. In fondo alla classifica si trova invece la Lituania, dove la rappresentanza femminile si arresta allo 0,5%. Olanda e Regno Unito superano comunque la soglia del 3%, rispettivamente con il 3,2% e il 3% di donne, mentre Spagna, Portogallo, Danimarca, Polonia e Ungheria non raggiungono nemmeno il 2%. Leggermente meglio la situazione in Romania dove la percentuale è del 2,5%.

Numeri ancora troppo bassi, è vero, ma i grandi cambiamenti, per essere duraturi, devono avvenire a piccoli passi e così a poco a poco gli stereotipi che ruotano intorno alla figura del camionista stanno cadendo e di conseguenza anche le donne si stanno avvicinando alla professione. Lo dimostrano le autiste che hanno raccontato la loro esperienza sul blog “Anche io volevo il camion”: figlie d'arte o pioniere in famiglia che siano, tutte quante sono determinate a scrivere una nuova pagina dell'autotrasporto e a far sentire la loro voce in un settore ancora prevalentemente maschile.

Il blog, nato nell’aprile 2020 insieme al manifesto ideato e realizzato da Uomini e Trasporti per aumentare l'occupazione rosa nel settore, negli anni ha raccolto le testimonianze di diverse autiste pronte a dimostrare che raggiungere lo sfidante obiettivo di triplicare in tre anni la percentuale di donne alla guida di mezzi pesanti per il trasporto delle merci, arrivando così al 5% entro il 2023, è davvero possibile. E i dati di IRU lo confermano. La sfida ora è dunque quella di mantenere intatto il tasso di crescita nei prossimi anni, incrementando anche la percentuale di donne impiegate all'interno del settore dei trasporti in Italia e in Europa dove la percentuale è ancora ferma al 22% su una forza lavoro femminile complessiva del 46%, dato che non è migliorato negli ultimi anni.

“ll settore degli autotrasporti - si legge nel Driver Shortage Global Report 2022 di IRU - è in ritardo rispetto all'intero settore dei trasporti in termini di rappresentanza femminile, anche se quest'ultimo sta lottando per attrarre personale femminile”. Tra le principali cause che spiegherebbero tale ritardo, l'IRU evidenzia la mancanza di infrastrutture sicure e di spazi e servizi dedicati alle donne, i trattamenti spesso riservati agli autisti, i lunghi periodi di assenza da casa e la cattiva immagine ancora molto stereotipata - della professione. Situazione che genera non solo una scarsa attrazione per il mondo femminile, ma più in generale per le nuove generazioni, tanto che in Europa le autiste e gli autisti con età inferiore ai 25 anni rappresentano meno del 7% del totale, percentuale che scende addirittura al 5,7 % in Italia.

Insomma, la strada è ancora lunga e tortuosa, ma le donne al volante hanno già dimostrato di volerla e poterla percorrere con successo.


Fonte: Uomini e Trasporti

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