18 Agosto 2022

Un parco veicolare preistorico può pensare digitale?

Si fa un gran parlare di digitale, di logistica 4.0 e di sistemi intelligenti, ma a che punto siamo veramente?

I numeri in questo caso ci aiutano poco, semplicemente perché non ci sono: è difficile trovare un dato italiano sulla connessione dei veicoli, sappiamo che qualcuno (Anas) sta lavorando sulle smart road, ma tutto sembra ancora fermo al livello di test e/o progetto pilota.

La pandemia ha accelerato alcuni processi, ha premiato le aziende che avevano investito in digitalizzazione, quelle che hanno potuto sfruttare alcune facilitazioni portate dalla tecnologia per agevolare il distanziamento tra gli addetti o con i clienti. Ha aperto gli occhi alle associazioni e alle istituzioni che hanno cominciato a guardare alla transizione digitale come a un processo inarrestabile per i prossimi anni.

Ma il salto verso la smart logistics appare in Italia un obiettivo ancora lontano se riflettiamo su un aspetto fondamentale per il settore: il parco mezzi. Secondo i dati di Unrae, in Italia circolano poco meno di 1,2 milioni di veicoli pesanti, dalle 3,5 tonnellate in su. Di questi più della metà ha una motorizzazione ante Euro 4 e un'età media che varia da 11 a 13 anni. Quindi, analizzando l'anello più importante del sistema, ovvero il veicolo il mezzo per trasportare la merce dobbiamo ammettere che l'obiettivo di un sistema digitalizzato si allontana.

Come è possibile procedere se i mezzi in circolazione non dispongono dei dispositivi che consentono di agganciarsi alla rete, già diffusi sui camion di ultima generazione? Si può ignorare più del 50% del parco circolante?

Certamente no, significherebbe avanzare su una gamba sola, tanto più che con la crisi sanitaria il rinnovo del parco ha subito una battuta d'arresto: il mercato nel 2020 ha perso il 14,5% delle nuove immatricolazioni. Forse è anche per questo che le nuove tecnologie, come la blockchain, fanno fatica a penetrare nel settore: solo il 6% dei progetti si occupa di logistica, mentre documenti (ancora cartacei) e procedure rimangono ancorate all'analogico.


Fonte: Uomini e Trasporti – aprile 2021

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