25 Settembre 2020
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Chi non si forma si ferma

Dall’inizio del 2017 Confarca torna a girare per l’Italia da nord a sud con i corsi di aggiornamento per insegnanti e istruttori. Un programma di crescita collettiva in cui verranno coinvolti non solo i titolari delle imprese ma anche i dipendenti

Un mestiere iper digitalizzato, un Codice della Strada in continua evoluzione, un mercato competitivo e una clientela sempre più esigente. Questi sono solo quattro dei tanti motivi che da diversi anni a questa parte hanno spinto Confarca a puntare in maniera decisa sull’implementazione della formazione degli insegnanti e degli istruttori associati in tutta Italia. Lo chiedono le direttive europee e quelle ministeriali, lo impongono i tempi in cui se un titolare di un’autoscuola, così come di uno studio di consulenza o di una scuola nautica, non è costantemente aggiornato rischia di essere sorpassato dalla concorrenza. “D’altronde – spiega Luigi Patera, Direttore Scuola Alta Formazione Confarca e tra i principali promotori dei corsi di aggiornamento in lungo e in largo per il Paese – chi non si forma si ferma. E’ un slogan molto semplice ma efficace. Solo formandosi e aggiornandosi i colleghi possono vincere le sfide che il mestiere presenta loro oggi, guidare nel modo giusto il percorso formativo di ogni cliente, soprattutto di quelli più giovani”.

Negli anni in cui internet e i social network stanno ormai prendendo stabilmente il sopravvento nel modo di fare comunicazione, soprattutto il confronto con i ragazzi che si preparano per fare l’esame per conseguire la patente del ciclomotore o la patente B può nascondere delle insidie inaspettate. “I cosiddetti nativi digitali – prosegue Patera – hanno una mente molto aperta verso la formazione continua. Sono dunque pronti ad assorbire vari input simultaneamente, ma nel rapportarsi a loro bisogna essere ben preparati, riuscire a catturare la loro attenzione per tutto il corso della lezione e dimostrare loro che si posseggono non solo i titoli ma anche le conoscenze e l’esperienza per potergli insegnare qualcosa di importante come le regole base dell’educazione stradale”.

Confarca lavora dunque in questa direzione in modo che i corsi organizzati per l’aggiornamento degli operatori professionali non siano solo degli obblighi da adempiere per legge, ma dei momenti di crescita collettiva tanto per chi ‘insegna’ quanto per chi ‘apprende’. “La maggior parte dei nostri colleghi – continua Patera – ha un obbligo di aggiornamento ogni due anni.

Nei primi mesi del 2017 è prevista una scadenza che riguarda molti di noi, motivo per cui ci sarà una forte richiesta di aggiornamento. Tra gennaio, febbraio e marzo è in programma un corso ogni settimana. Noi ci faremo trovare pronti per soddisfare le esigenze di tutti e per garantire corsi di formazione di alta qualità e di livello elevato su tutto il territorio nazionale. Di corsi in cui c’è un alto livello di conoscenza della materia da parte dei docenti e di qualità della didattica non se ne trovano tanti in giro. Per Confarca rappresentano invece una priorità.

Perché più bassa è la qualità del corso, più alto è il rischio che dopo la lezione l’associato dimentichi in fretta quello su cui si è aggiornato”.

Altra partita importante su cui l’Associazione punta molto è la formazione degli autisti professionali dei mezzi pesanti. Obbligati a seguire ogni anno corsi di aggiornamento della durata di 35 ore sulle novità riguardanti la CQC (Carta di qualificazione del conducente), questi conducenti hanno trovato negli esperti di Confarca dei validi punti di riferimento. “Muovendoci in giro per l’Italia – spiega Patera – abbiamo proposto dei corsi per approfondire la conoscenza del funzionamento e dell’uso corretto degli strumenti elettronici che sono montanti sui mezzi, come ad esempio il cronotachigrafo. Ma non solo. Abbiamo affrontato anche altre questioni molto importanti che riguardano la loro professione: dalla salvaguardia della loro salute, con l’indicazione dei consigli da seguire per una sana alimentazione e per l’adozione della giusta postura di guida, a tutto ciò che può essere loro utile per una guida corretta e consapevole delle responsabilità e dei rischi a cui vanno incontro ogni giorno”.

Per Confarca formazione significa però anche aumentare le occasioni di contatto e confronto diretto con gli associati, in un viaggio coast to coast per l’Italia in cui siano coinvolti direttamente non solo i titolari ma anche i dipendenti delle imprese. “Pensiamo che sia fondamentale mettere a disposizione corsi di aggiornamento anche per i dipendenti delle strutture – conclude Patera -.

Per questo motivo nel 2017 lanceremo sia dei corsi di marketing e management per i titolari, incentrati sulla gestione e lo sviluppo dell’azienda, sia dei corsi di front office per i dipendenti. Siamo certi che ciò rappresenterà un valore aggiunto rispetto ai nostri concorrenti”.



Fonte: Confarca - n.18 ottobre/novembre/dicembre 2016

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