19 Settembre 2020
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News&Eventi

Cosa si muove dietro ad un clic on line

Il gruppo guidato da Matteo Del Fante inaugura all’interporto di Bologna un hub dedicato all’e-commerce. Un investimento mirato a imporsi in un settore in forte espansione e per compensare il calo della corrispondenza

Poste Italiane ha investito nell’hub di Bologna 50 milioni di euro, utilizzati anche per sistemare sulla copertura 5.500 mq di pannelli fotovoltaici, sufficienti a generare una quantità di energia superiore al fabbisogno dell’impianto

Per definire qualcosa “il più grande d’Italia” bisogna disporre di numeri per argomentare. Tra quelli forniti da Poste Italiane per descrivere il nuovo hub dedicato all’e-commerce, inaugurato il 16 luglio all’interporto di Bologna, uno appare eloquente: 250 mila. Sono i pacchi che la struttura, grazie a un sistema robotizzato di una nuova generazione, a tre sorter e a una capacità di gestire su linee distinte i pacchi di piccole dimensioni (grandi al massimo come una scatola di scarpe) e quelli più voluminosi ( dalle TV da 75’ ai divani a tre posti), riesce a smistare ogni giorno. Con questo apporto il gruppo guidato dall’AD Matteo Del Fante porterà a 900 mila le consegne giornaliere, così da diventare “il più grande” distributore di pacchi e corrispondenza del paese. D’altra parte, se già ora con 500 mila consegne giornaliere e 127 milioni annue presidia il 33% del mercato consegnando un pacco su tre di quelli spediti in Italia, un domani raddoppiando la capacità di servizio dovrebbe raggiungere quote ancora maggiori.

Anche se parliamo di un mercato – quello dell’e-commerce – in fase espansiva e rispetto al quale l’Italia è indietro, seppure con decisi segnali di recupero. Su un valore mondiale di 2.500 miliardi di euro, i due terzi li assorbono insieme Cina (1.000 miliardi) e Stati Uniti (620), mentre l’Italia con 27,5 miliardi è piccola, ma in crescita, tra 2017 e 2018, del 16%. Su scala europea ogni cittadino acquista in un anno 10 pacchi on line, una media creata dai 22 pacchi annui ordinati dai tedeschi e dai 3 degli italiani. Ma qui il bicchiere va visto mezzo pieno, nel senso che più che la dimensione ridotta dei numeri, conta l’elevato potenziale di crescita. E l’hub bolognese di Poste, esteso 75 mila metri quadri (di cui 23.600 coperti), animato da 340 impiegati, in grado di utilizzare 544 uscite, di ospitare 182 camion su altrettante rampe di carico con attracco diretto e di smistare ogni ora 34.000 pezzi, ha tutto quanto occorre assecondare tale crescita. Ma la forza di Poste Italiane, come ha anche ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella presente all’inaugurazione, è da sempre la capacità di coprire anche le parti più remote del territorio. E riuscire a connettere in una sola giornata l’hub di Bologna (come peraltro quelli di Milano, Roma e Piacenza) con questa rete capillare composta da 90 filiali e da 13.000 uffici postali è un autentico valore aggiunto. Anche perché vale dell’impianto, Poste può contare su 27.000 portalettere, su 4.000 corrieri espresso targati SDA e su una rete di oltre 3.000 tabaccai e di 350 docker automatici. Insomma siamo davanti a “un’infrastruttura strategica – come l’ha definita Del Fante – che consente di proseguire nel solco della grande trasformazione del core business di corrispondenza e pacchi e di valorizzare al meglio il potenziale di crescita dell’e-commerce”. E quanto tale riconversione sia efficace lo si coglie nell’attività dei portalettere, i quali, seppure il settore della corrispondenza sia crollato del 29% tra 2013 e 2018, lo scorso anno hanno consegnato 60 milioni di pacchi, quando nel 2017 si fermavano a 35. Il tutto grazie a una crescita del business legato all’e-commerce lievitato del 56% in 5 anni e del 35% nei primi tre mesi del 2019.

In più per Poste Italiane ci sono da valorizzare le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei servizi, i vantaggi offerti dalla convergenza tra pagamenti digitali e telecomunicazione mobili (già oggi un quarto degli acquisti on line avviene con carte Postepay), la lunga serie di sinergie di cui può beneficiare l’intero Paese. “Ogni milione di euro investito da Poste – ha quantificato l’AD – ne genera 6 sul PIL e muove un’occupazione di 90 persone”.



Fonte: Uomini & Trasporti - agosto/settembre 2019

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