20 Settembre 2020
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DEFERITI (Un'altra volta)

Tra le varie procedure d'infrazione che la UE ha aperto nei confronti dell'Italia, ve ne sono due, a mio parere, su cui vale la pena di riflettere.
La prima è quella relativa alla ripetuta violazione dei limiti UE per il particolato Pm10. Qui condividiamo la sorte con Ungheria, Romania, Francia, Germania e Regno Unito. Gli addetti del nostro settore sanno cosa sono NO2 e Pm10: le direttive sulle emissioni dei moderni motori a combustione interna puntano proprio a ridurre drasticamente tali inquinanti.
La considerazione che vorrei fare quindi è la seguente: sono anni che i Costruttori di auto e veicoli industriali investono per riprogettare motori puliti e ci siano riusciti, eppure l'aria delle città (italiane e non solo) è ancora sporca. Non è che, forse forse, i motori (di auto e camion) non sono (né lo sono mai stati) la fonte principale di tali emissioni? Se io fossi a Bruxelles, qualche domanda me la farei. Anche perché, come legislatore si può imporre ai Costruttori nuovi standard, ma non si può imporre ai consumatori di acquistare: e non a caso il parco circolante di auto e veicoli industriali in Italia è tra i più anziani in Europa.
Il mercato può offrire mezzi ipertecnologici e supergreen, ma se chi li deve acquistare, complice una crisi da cui stiamo uscendo solo ora e comunque a fatica, non lo fa, si cade in un circolo vizioso che starebbe al legislatore rompere, ma la cosa a quanto pare gli sfugge: e allora, andiamo avanti a colpi di infrazioni e multe che l'Italia dovrà pagare, aumentando le tasse e togliendo agli acquirenti quei soldi che, forse, permetterebbero anche lo svecchiamento del parco circolante.
La seconda infrazione riguarda le scorie radioattive. Si avete capito bene. I rifiuti centrali nucleari. Per chi fosse convinto che, non producendo energia da centrali nucleari, l'Italia non abbia mai centrali, ho un'arma a sorpresa: in Italia ci sono due centrali il cui nocciolo nucleare è stato acceso prima del referendum e a cui quest'ultimo ha tolto solo il compito di produrre energia. Ma un nocciolo nucleare non si spenge con un interruttore. E così, pur non ricavandone energia, continuiamo a badare a queste centrali che producono scorie che vanno smaltite. Da qui la procedura d'infrazione.
A tale riguardo vorrei fare un'unica domanda: siccome abbiamo due centrali nucleari che non possiamo spegnere, che producono scorie che vanno smaltite, che stiamo pagando per mantenere e su ciò paghiamo anche multe come Stato, già che ci siamo, non possiamo tornare ad utilizzarle anche per farci l'energia elettrica? Tanto l'elettricità che consumiamo ora proviene o da centrali nucleari estere, o da centrali a combustibile fossile italiane. Con buona pace di chi pensa che accendendo la luce in casa ha salvaguardato l'ambiente. In entrambi i casi: grazie mille a tutta la classe politica italiana ed estera!



Fonte: Editoriale On

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