19 Settembre 2020
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Legge di Bilancio e autotrasporto

Nel testo approvato dal Parlamento la conferma dei fondi per il settore, il blocco del taglio ai rimborsi d’accisa, incentivi per i giovani autisti e revisioni dei pesanti ai privati.

Il nuovo anno sembra avere sciolto alcuni importanti nodi dell’autotrasporto, grazie soprattutto alla Legge di Bilancio 2019 il cui maxi – emendamento (che comprende un solo articolo con ben 1143 commi) contiene alcuni provvedimenti che le associazioni di categoria chiedevano da tempo.

Il più atteso è sicuramente la soppressione della riduzione del 15% delle risorse destinate al rimborso delle accise sul gasolio. Il taglio era stato previsto dal Governo precedente e quello nuovo ha mantenuto per alcuni mesi un atteggiamo poco chiaro sul suo destino, al punto che dopo l’estate gli autotrasportatori si aspettavano la riduzione, che avrebbe potuto apparire sotto forma dell’esenzione dal beneficio anche dei motori Euro 3 (ora non vi possono accedere i camion con motori fino all’Euro 2). Invece, il maxi – emendamento salva interamente le risorse dedicate a questa voce e quindi per l’intero 2019 non dovrebbero cambiare le regole per accedere al rimborso sulle accise, che sarà erogato anche agli Euro 3. In questo modo si è slegato il tema del rimborso delle accise, una misura essenzialmente economica per sostenere le imprese, da quello della salvaguardia ambientale. Per quest’ultima, le associazioni chiedono uno specifico sostegno per il rinnovo del parco veicolare, che in Italia ha una delle età medie più alte d’Europa: basti pensare che i veicoli industriali con motore fino alla classe Euro 3 sono il 63% dell’intero parco circolante, mentre gli Euro VI solamente il 12,4%. L’istituzione di tale fondo era stata inserita in un emendamento della Legge di Bilancio approvata dalla Camera, ma poi è sparita dalla versione definitiva uscita dal Senato, probabilmente a causa della trattativa con l’Europa, che ha chiesto e ottenuto una riduzione della spesa pubblica per contenere il deficit.

Ma questo sarà un punto su cui le associazioni torneranno alla carica nelle prossime trattative di Governo.


LE RISORSE CI SONO

La seconda importante buona notizia per l’autotrasporto è la conferma dei 240 milioni di euro iscritti nel capitolo delle risorse strutturali per il settore. Ricordiamo che la cifra serve per gli incentivi agli investimenti, i rimborsi pedaggi autostradali, le deduzioni forfettarie per le spese non documentate, le deduzioni per il contributo al servizio sanitario nazionale e gli incentivi per la formazione. La distribuzione di queste risorse sarà discussa in specifiche riunioni al ministero dei Trasporti, ma ci si può aspettare un assetto analogo agli anni precedenti. A proposito delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate, le associazioni dell’autotrasporto artigiano sono riuscite a ristabilire la cifra di 51,00 euro al giorno (per viaggi fuori dal Comune di residenza), che lo scorso anno era stata ridotta a 38,00 euro. Questo provvedimento non è nella Legge di Bilancio, bensì in un annuncio del ministero per lo Sviluppo Economico di gennaio, cui è seguito il comunicato dell’Agenzia delle Entrate che spiega come recuperare la differenza di tredici euro sulla dichiarazione dei redditi 2017.


VERIFICHE PIU’ EFFICIENTI

La Legge di Bilancio affronta anche il grave problema dei ritardi delle revisioni annuali dei veicoli industriali, causati dalle carenze di personale in diversi uffici della Motorizzazione Civile. Nei mesi scorsi, il ministero dei Trasporti ha pubblicato un bando per l’assunzione di 148 ingegneri per affrontare la mancanza di personale, ma non è stato ritenuto sufficiente per le associazioni dell’autotrasporto, che invece hanno chiesto la possibilità di svolgere le revisioni anche nelle officine autorizzate private, come avviene da anni per i veicoli con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate. Il maxi – emendamento della Legge di Bilancio lo permette, anche se per ora in via di principio perché prima di portare un camion in tali centri bisogna attendere i decreti attuativi e il rilascio delle autorizzazioni. La novità non vale per i veicoli per le merci pericolose (Adr) e per il trasporto di alimentari a temperatura controllata (Atp), che dovranno continuare a svolgere la revisione con funzionari della Motorizzazione. La Legge di Bilancio cerca di affrontare anche un’altra carenza che sta mettendo in crisi l’autotrasporto: quella degli autisti. Lo fa rilanciando un’azione iniziata nello scorso biennio dall’Albo degli Autotrasportatori: contribuire alle spese che i giovani devono affrontare per conseguire le patenti superiori e la Carta di Qualificazione Professionale. La Legge stanzia 40 milioni per il biennio 2019 -2020, ponendo però modalità diverse per accedere al beneficio rispetto all’Albo. Fissa un’età massima di 35 anni, compiuti prima del 1° gennaio 2019, ma la nuova condizione è che l’autista deve farsi assumere da un’impresa di autotrasporto in conto terzi con le qualifiche Q1, Q2 e Q3 del Contratto Nazionale Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni. Dopo che ciò avverrà, il giovane autista potrà ottenere un rimborso di parte delle spese sostenute dall’azienda che lo ha assunto che a sua volta recupererà la somma come detrazione dell’Ires (con un massimo di 1500 euro per ciascun periodo d’imposta). Una procedura complessa, che è già stata criticata da alcune associazioni dell’autotrasporto, che ne apprezzano lo spirito ma la ritengono con torta applicazione e di efficacia limitata per risolvere il problema.


GENOVA, COSTI RIMBORSATI

Un altro importante capitolo è quello dei disagi e delle spese che gli autotrasportatori devono affrontare a causa del crollo del ponte Morandi di Genova. Il testo della legge di Bilancio stanzia 160 milioni di euro in due anni per rifondere alle imprese i maggiori costi. Per erogare questo contributo, il Decreto relativo al periodo tra il 15 agosto e il 31 dicembre 2018, per cui sono previsti venti milioni di euro. L’importo di ciascun, rimborso sarà definito sulla base del numero delle richieste e si stima intorno a venti euro per viaggio. Saranno risarciti sia i trasporti che interessano la città di Genova, sia quelli di lunga percorrenza che hanno dovuto compiere deviazioni per evitare il tratto di A 10 interrotto. La procedura per la richiesta dell’indennizzo sarà gestita dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che entro breve tempo pubblicherà sul suo sito web un avviso con l’indicazione dei tempi e delle modalità per presentare le domande.



Fonte: TuttoTrasporti – febbraio 2019

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