19 Settembre 2020
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Se il tachigrafo diventa intelligente

"Ulteriore novità riguarda il sistema di comunicazione DRSC, finalizzato a migliorare i controlli su strada tramite comunicazione da remoto. Attraverso questo sistema gli organi di Polizia, dotati di apposita apparecchiatura, potranno interrogare il tachigrafo del mezzo in movimento per verificare la presenza di eventuali anomalie (in totale 19) derivanti dal tachigrafo e non dalla scheda tachigrafica.”

Lo scorso 15 giugno, come previsto dal Reg 2018/502 del 28 febbraio 2018 e con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia (inizialmente l’introduzione era prevista per marzo 2019), è nata la seconda generazione del tachigrafo digitale, detto anche “intelligente”, da installare come regola generale su tutti i veicoli di nuova immatricolazione e adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate. Per tutti i veicoli immatricolati prima del 15 giugno l’introduzione dovrà avvenire entro 15 anni (giugno 2034), ma solo se dovranno svolgere un trasporto internazionale o di cabotaggio, mentre per i trasporti nazionali almeno attualmente non è previsto alcun obbligo, fatta salva ogni diversa decisione degli Stati membri (a Bruxelles c’è in discussione una norma che vorrebbe anticipare la data al 2024 ma al momento non c’è niente di definito).

Sulle nuove caratteristiche del tachigrafo intelligente, come spesso accade davanti alle novità, stanno circolando svariate descrizioni, più o meno vere, che finiscono per creare confusione ed eccessivi allarmismi. Cerchiamo di fare chiarezza.

  • La prima caratteristica del nuovo tachigrafo è il fatto di essere dotato di un sistema di geolocalizzazione che registra, tramite una connessione al sistema globale di navigazione satellitare (GNSS), la posizione del veicolo (intesa come coordinate geografiche) all’inizio e alla fine del periodo di lavoro giornaliero e ogni tre ore di periodo complessivo di guida, intese come multiplo di tre ore, come chiarito dal regolamento 2018/502. Quindi, per esempio, rispetto all’autista che parte alle 06.00 e alle 09.00 ha raggiunto le tre ore di guida complessive, la posizione registrata riguarderà le coordinate geografiche delle ore 06.00 e delle ore 09.00.

  • Una seconda caratteristica è relativa alla possibilità (opzionale) di disporre di una nuova interfaccia standardizzata (ITS), in grado di fornire e trasmettere molte informazioni (di cui molte personali e non trasmissibili senza autorizzazione) a qualunque dispositivo (per esempio, uno smartphone) agevolando quindi il conducente nel rispetto dei tempi di guida e riposo e nell’uso del tachigrafo stesso. Tramite tale interfaccia potranno essere implementate diverse funzioni, come i sistemi di pesatura dei dati sul consumo di carburante e dei parametri di guida dei conducenti, i servizi telematici di trasporto intelligente (ITS) e di sicurezza stradale (per esempio di infomobilità).

  • Relativamente alle carte tachigrafiche, quelle attuali dei conducenti potranno continuare a essere utilizzate fino alla scadenza sia sui tachigrafi di prima che su quelli di seconda generazione e, pertanto, non c’è alcun obbligo di sostituzione, anche se si guida un veicolo con tachigrafo intelligente, tranne che ne casi di scadenza, malfunzionamento o smarrimento. Discorso diverso vale per le carte delle officine, che dovranno essere necessariamente sostituite per operare su tutti i tachigrafi.

  • Ulteriore novità riguarda il sistema di comunicazione DSRC, finalizzato a migliorare i controlli su strada in termini di qualità ed efficacia tramite comunicazione da remoto. Attraverso questo sistema gli organi di Polizia, dotati di apposita apparecchiatura, potranno interrogare il tachigrafo del mezzo in movimento per verificare la presenza di eventuali anomalie (in totale 19) derivanti dal tachigrafo e non dalla scheda tachigrafica. Vale a dire, per esempio:

  1. la targa del veicolo;
  2. la velocità tenuta negli ultimi dieci giorni;
  3. guida senza carta conducente;
  4. ultima taratura;
  5. anomalie relative a sensori;
  6. errori sui dati dell’autista sono protetti da privacy e quindi non potranno essere elevate sanzioni automaticamente a suo carico, ma soltanto dopo aver fermato il veicolo e svolto il consueto accertamento.

E’ poi migliorata la sicurezza dei dati sia tramite nuovi sistemi di crittografia dei dati, sia di nuovi sigilli dei tachigrafi che dovranno essere tracciabili per numero di serie e ID del costruttore, oltre che essere memorizzati nel tachigrafo, stampati su targhetta di installazione del tachigrafo, caricati in un database per garantire la completa tracciabilità e sostituiti durante i controlli periodici.

Alcuni cambiamenti si registrano anche rispetto alle stampe giornaliere dell’autista e del veicolo, in quanto è stato modificato il campo della posizione (latitudine e longitudine), completo di ora e odometro, rilevato a inizio e fine turno e ogni tre ore di guida.



Fonte: Uomini e Trasporti – agosto/settembre 2019

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