19 Settembre 2020
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Rallenta la produzione industriale in Italia e nei maggiori mercati europei. Preoccupazioni per l'industria autoveicolistica

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha confermato, a gennaio 2019, la crescita mondiale per il 2018 a +3,7%, prevista ad ottobre nonostante i risultati più deboli in alcune economie, in particolare Europa e Asia (World Economic Outlook, January 2019).

L'economia globale è prevista crescere del 3,5% nel 2019 e del 3,6% nel 2020, previsioni riviste in ribasso rispetto alle precedenti proiezioni di ottobre e di aprile 2018, in parte a causa degli effetti negativi degli aumenti tariffari emessi negli Stati Uniti all'inizio dello scorso anno e in parte per il rallentamento in alcune economie europee nella seconda metà del 2018, come in Germania (domanda estera contenuta, calo della produzione industriale), in Italia (debole domanda interna, maggiori costi di finanziamento in quanto i rendimenti sovrani rimangono elevati) e in Francia (impatto negativo delle proteste di piazza e delle azioni industriali).

L'escalation delle tensioni commerciali rimane un fattore chiave di rischio per le prospettive future, a cui si aggiungono altri fattori come la frenata dell'economia cinese, il rinvio richiesto dal Regno Unito per l'uscita dall'Unione Europea e l'impatto del quadro normativo e regolatorio imposto in UE sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per auto, furgoni e autocarri, con potenziali implicazioni sul futuro del settore automotive in termini di volumi di produzione e di salvaguardia dei livelli occupazionali.

A marzo 2019, l'Ocse ha tagliato le previsioni di crescita per la maggioranza delle economie del G20. E' preoccupante la previsione per l'economia italiana a -0,2%.


LA CONGIUNTURA ITALIANA

Dopo i cali congiunturali del PIL nel 3° e nel 4° trimestre del 2018,
l'Istat ha rivisto al ribasso la crescita tendenziale per l'intero 2018 a +0.9%. L'andamento del settore manifatturiero conferma la fase di difficoltà di tenuta dei livelli produttivi. L'indice della produzione industriale è calato del 2,6% a novembre, del 5,5% a dicembre e dello 0,8% a gennaio 2019. Il clima di fiducia delle imprese è in dinamica negativa dal mese di luglio e quel lo dei consumatori in flessione da dicembre.


IL SETTORE INDUSTRIALE AUTOMOTIVE

Nel 2018 si assiste ad un rallentamento del settore industriale dell'automotive, che chiude l'anno a -3,4%.
A gennaio 2019 la produzione industriale del settore peggiora, con un calo del 12%. In volumi, la produzione nazionale di autoveicoli flette del 7% nel 2018. L'industria automotive, oltre che da fattori contingenti economici nazionali e internazionali, è un settore influenzato soprattutto dallo sviluppo del quadro normativo di riferimento.


QUADRO NORMATIVO E REGOLATORIO IN UE

La trasformazione tecnologica della filiera industriale riguarda i processi industriali, i prodotti e l'evoluzione della domanda, sempre più orientata a servizi di mobilità. Serve che le politiche ambientali e quelle industriali siano coordinate nel salvaguardare ambiente e competitività della filiera auto motive, rispettando i naturali tempi di sviluppo industriale e accelerando il processo di accettazione da parte del mercato delle nuove tecnologie, determinando così l'indispensabile rinnovo del parco circolante.

Per i camion il costo del carburante di consumo pesa per circa il 30 % dei costi d'esercizio del veicolo. Si tratta di una variabile su cui i costruttori lavorano da anni per rendere efficienti i motori e ridurre i consumi. L'impegno dei Costruttori è concentrato ora sui target di riduzione delle emissioni fissati dall'UE. Il Regolamento 2017/2400 stabilisce che dal 2019, per i veicoli N2 e N3 (massa a pieno carico >7.500 kg), il software VECTO (Vehicle Energy Consumption Calculation Tool) sia usato da tutti gli OEM per il calcolo della CO2, emessa nelle diverse combinazioni, allestimenti e profili di missione dei mezzi pesanti, "ai fini dell'immatricolazione, della vendita e della messa in circolazione dei veicoli nuovi".

E' stata approvata la prima regolamentazione europea che impone ai costruttori di veicoli pesanti di ridurre la CO2 media delle flotte vendute: -15 % entro il 2025 rispetto ai valori del 2019 ; -30 % entro il 2030 rispetto al valori del 2019.

Si tratta di obiettivi molto ambiziosi, ma irrealistici per i costruttori di camion. L'Acea, l'Associazione dei Costruttori Europei di autoveicoli, ha dichiarato che senza un'immissione massiccia di camion elettrici questi obiettivi sono irraggiungibili, mancando anche una rete per la ricarica elettrica adatta ai camion visto che quella delle autovetture, comunque ancora insufficiente, non è adatta.


EVOLUZIONE DEI VEICOLI E POLITICA DEI TRASPORTI

Sul fronte sicurezza dei veicoli, sono stati adottati dai produttori di camion dispositivi che salvano molte vite ogni giorno, mentre è ora in fase di approvazione il nuovo regolamento generale sulla sicurezza (General Safety Regulation) che prevede l'adozione di nuove dotazioni di sicurezza obbligatorie per i veicoli commerciali e pesanti (N2, N3).

Sul fronte sostenibilità dei trasporti, la guida autonoma e il truck platooning costituiscono la punta avanzata degli interventi per ottimizzare la logistica e il mercato del lavoro, con ricadute positive sulle condizioni degli autisti, sull'ambiente e sul conto economico delle flotte.

Dal lato infrastrutturale occorre migliorare ed incrementare la rete distributiva di carburanti alternativi e biocarburanti, fornire colonnine per la ricarica dei camion elettrici e provvedere alla manutenzione della rete varia, favorire una politica dei trasporti e della logistica centrata sulla comodalità.

Dal lato delle flotte di autotrasporto occorre velocizzare il rinnovo del parco attraverso misure di sostegno strutturali, per sostituire i veicoli vecchi con veicoli di nuova generazione più sicuri (sempre più dotati di sistemi di sicurezza attivi), più puliti (alimentati da carburanti alternativi), intermodali. Infine, last but not least, realizzare una correlazione diretta tra la pressione fiscale sulla motorizzazione e gli investimenti in sicurezza e sostenibilità, garantendo dunque continuità agli interventi.


DOMANDA DI VEICOLI COMMERCIALI E INDUSTRIALI

In avvio del 2019 la domanda di veicoli commerciali leggeri (VCL) e industriali si presenta differenziata: recuperano i VCL a +3,3% nel primo bimestre (dopo la chiusura d'anno negativa a -6%), mentre gli autocarri medi-pesanti registrano un calo a doppia cifra (-11%), più contenuto per i veicoli trainati (-5%) e per gli autobus (-1%).


AUTOCARRI >3.500 KG PTT

Il mercato degli autocarri medi-pesanti ha chiuso il 2018 con una crescita del 5%, ridimensionata dal pesante calo delle vendite negli ultimi due mesi dell'anno (+1 0% la crescita a gennaio-ottobre).

A gennaio 2019 i libretti di circolazione rilasciati dal Ministero dei Trasporti sono stati l' 11% in meno rispetto ad un anno fa, a cui è seguita una flessione del 12% a febbraio. La flessione delle vendite nel primo bimestre riguarda soprattutto i camion con un ptt superiore a 8.000 kg e i trattori stradali; le vendite di autocarri medi-pesanti calano soprattutto nelle regioni del Centro-Sud. Il dato molto positivo del 2018 è l'aumento delle immatricolazioni di autocarri a GNC/GNL a 1.140 unità, che rappresentano il 4,5% del mercato.

Una tendenza molto positiva che avvalora lo sforzo fatto da costruttori e aziende di autotrasporto nella direzione della sostenibilità ambientale. A fine febbraio 2019 risultano circolanti 1.297 autocarri a GNL ed entro il mese di aprile saranno attivi sul territorio nazionale 39 distributori di GNL.



Fonte: Anfia
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