23 Settembre 2020
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Refrigerazione per veicoli full – electric, che soluzioni?

La corsa all’adozione della propulsione full electric per il trasporto merci prosegue, anche se non a ritmi sostenuti. A parte gli ostacoli tipici dovuti al peso e alla durata delle batterie, in alcuni settori risulta ancora più difficile. Un esempio tipico è quello del trasporto refrigerato di alimenti, farmaci o altre merci che devono viaggiare a temperatura controllata. Oggi esistono per i veicoli con motore a combustione interna gruppo frigo sofisticati (detti in gergo noidle) che dispongono di accumulatori ausiliari in grado di mantenere in funzione il compressore per diverse ore anche motore spento. Le batterie sono caricate dall’alternatore quando il veicolo è in moto, e tramite presa di rete dove è disponibile.

Per refrigerare un veicolo full – electric, la prima soluzione sta nell’utilizzare una versione di questi gruppi, con le batterie caricate via rete. In alcune soluzioni custom, il pacco batterie del gruppo frigo è posto in parallelo con quello del veicolo. La limitazione maggiore di questa soluzione è la durata nel tempo (tipicamente si parla di 4 ore di funzionamento) e il peso delle batterie, che incide sul carico utile del veicolo e delle sue prestazioni.

Una prima alternativa consiste nell’adattare il volume refrigerato a quello effettivamente necessario per il carico trasportato. Sono così disponibili casse frigo di dimensioni diverse dotate d’isolamento rinforzato e di gruppi frigo indipendenti, con alimentazione e a volte batterie proprie. Il maggiore limite è costituito dal peso della cassa, compensato dal fatto che è possibile utilizzare veicoli con vani di carico anche non ATP. Infine la soluzione a basso costo cui si ricorre quando le temperature da mantenere sono troppo basse è utilizzare piastre eutettiche in vani di carico semplicemente isotermici o coibentati.



Fonte: Vie & Trasporti

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