19 Settembre 2020
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Impianto privato di LNG? Bastano 30 veicoli per ammortizzarlo

Liquigas guarda all'autotrasporto per la diffusione dell'LNG (Gas Naturale Liquefatto), alle grandi flotte ma anche alle piccole e medie realtà che decidono di unirsi sotto il segno del green.

L'azienda, leader in Italia nel mercato del Gpl (Gas di Petrolio Liquefatti) e dell'LNG, dal 2018 fa parte della multinazionale olandese SHV Energy (30 milioni di clienti, presente in 28 paesi su tre continenti con 15mila dipendenti in tutto il mondo) sta mettendo in atto anche in Italia il modello di business consolidato in altri paesi europei per la diffusione del metano liquefatto.

“Noi siamo pronti a investire nell'impianto e nello stoccaggio a uso privato – spiega a Uomini e Trasporti, Massimiliano Naso, responsabile Grandi Clienti di Liquigas – a fronte contratti di fornitura pluriennali con i clienti”.

Perché un'azienda di autotrasporto dovrebbe investire nell'LNG?

La scelta dei veicoli green viene spesso imposta dalla committenza, dalla grande distribuzione che è sempre più attenta alla sostenibilità come leva competitiva. E oggi l'LNG rappresenta in questo senso una valida alternativa al gasolio. Sono stati tolti i due “colli di bottiglia” più importanti per l'uso di questo carburante. In primis le case costruttrici stanno mettendo sul mercato mezzi con prestazioni adeguate a tutte le tipologie di trasporto. Mentre sul piano normativo, con il recepimento della direttiva DAFI (Directive Alternative Fuel Infrastructure), sono state introdotte semplificazioni molto utili per accelerare l'iter autorizzativo per la costruzione degli impianti. In questo modo si sta favorendo la crescita della domanda.

E qual è la vostra offerta?

Per noi l'LNG è una naturale diversificazione delle attività legate al mondo del gas. Siamo in questo mercato da 5 anni e abbiamo iniziato con il rifornimento dei grandi clienti, ovvero quegli utenti industriali a forte vocazione energivora. Da un paio di anni guardiamo al settore dell'autotrazione: siamo pronti a investire nella costruzione di impianti di rifornimento a uso di flotte private a fronte di un accordo pluriennale per l'approvvigionamento del prodotto.

Qual è il vantaggio per l'azienda di autotrasporto?

Sicuramente quello di eliminare un anello della catena di rifornimento del carburante, il che vuol dire un risparmio notevole dei costi. Inoltre, vanno considerate una serie di ottimizzazioni logistiche legate alla possibilità di avere un impianto a propria completa disposizione: l'azienda può effettuare i rifornimenti dei propri mezzi quando preferisce e senza dover dipendere dagli orari di apertura delle stazioni di servizio pubbliche.
Oltre a questo, ribadisco il vantaggio di “spendersi” l'attenzione al green nei confronti della committenza e di migliorare le competenze dl personale interno.

Quindi, vi rivolgete principalmente alle grandi flotte…

Molte grandi compagnie di logistica hanno già scelto l'LNG e quindi rappresentano sicuramente un bacino interessante per noi, ma la nostra offerta potrebbe interessare anche le piccole e medie realtà, ammesso che abbiamo la possibilità di unirsi o consolidarsi.

Quali sono le dimensioni della flotta per cui un impianto diventa sostenibile?

Dalla nostra esperienza possiamo stimare che una flotta dovrebbe avere circa 30 mezzi che sviluppano un consumo annuo di 25-30 mila chili di LNG per ogni veicolo; anche se questi volumi dipendono da molte variabili legate al mezzo e alla tipologia di percorrenza. Come vede non stiamo parlando di dimensioni enormi, ma di una massa critica raggiungibile anche in ambiti consortili.


Fonte: Uomini e Trasporti

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